esercizio mirato per i glutei

Ecco qualche esercizio che puoi eseguire a casa nei ritagli di tempo o anche durante la pausa pranzo: ti occorre solo un abbigliamento comodo, senza elastici che stringano in vita o impediscano i movimenti, e un tappetino.

Ogni ciclo di esercizi va ripetuto per circa 10 volte.

·Piedi aderenti a terra e schiena ben dritta, contrai i glutei e mantieni la posizione per qualche secondo. Quindi rilassali e ripeti

·In ginocchio, appoggiata sugli avambracci, alza la gamba con il piede a martello, all’altezza del bacino e poi torna alla posizione di partenza

·Supina, mani lungo i fianchi, gambe divaricate, ginocchia flesse e piedi ben poggiati a terra, solleva il bacino contraendo i muscoli. Torna alla posizione di partenza

·In piedi, gambe divaricate e mani sui fianchi. Contrai i glutei e fletti le ginocchia. Resta in questa posizione per qualche secondo, poi ritorna con le gambe tese sollevandoti sulle punte dei piedi

·Sdraiata sul fianco, con una mano a sorreggere la testa e l’altra lungo il fianco, stacca la gamba e sollevala verso l’alto. Ripeti per 10 volte e cambia lato.

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La dieta di mammola

Ecco cosa succede di solito, mille buone intenzioni, una buona partenza piena di volontà, organizzazione perfetta e poi?…
…e poi si finisce come dei ladri a sbaffare di nascosto tutto quello che capita a tiro! Poi i sensi di colpa, gli alibi e l’attesa di un nuovo lunedì per dire: "Questa volta faccio sul serio!"

Impostare una corretta dieta dimagrante

Il medico, una volta stabilito il peso teorico, deve calcolare il fabbisogno calorico giornaliero del paziente, fabbisogno che verrà ridotto poiché l’obiettivo è quello di perdere peso.

La restrizione calorica dovrà mantenersi intorno alle 1000 - 1200 kcal giornaliere per la donna adulta e intorno alle 1500 - 1800 kcal per l’uomo adulto; al di sotto di questi valori, la dieta dimagrante non è corretta dal punto di vista biochimico, poiché non soddisfa i fabbisogni di micronutrienti (nonostante sia a volte comunque necessaria un’integrazione di vitamine e sali minerali).

La dieta dovrà essere il più possibile adeguata alle abitudini e ai gusti del paziente e non dovrà provocare una fame eccessiva negli intervalli tra un pasto e l’altro. Per questo sarà opportuno distribuire la razione alimentare in tre pasti principali e in tre spuntini rompi-digiuno.

Il programma di dimagrimento dovrà prevedere abbondanti frutta e verdura di stagione, cereali, legumi. Anche carni magre e uova potranno essere consumati, sempre secondo le indicazioni fornite dal medico. Nella dieta ipocalorica, la percentuale raccomandata di proteine per evitare un bilancio azotato negativo varia da 0,8 a 1,2 g/kg di peso corporeo ideale.

Anche lo yogurt è un alimento molto indicato per chi segue una dieta dimagrante, perché apporta fermenti lattici equilibratori della flora batterica intestinale.

Per quanto riguarda i condimenti grassi, è senz’altro consigliato l’olio extravergine d’oliva.

I metodi di cottura devono essere i più semplici possibili, per mantenere inalterato il valore nutrizionale dei cibi.

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La dieta 2008

Obesità e sovrappeso sono le epidemie del nuovo millennio. Ormai non passa mese senza che ci venga lanciato un nuovo allarme.
Di fronte alla portata macroscopica dei dati, che parlano di tre individui su dieci in sovrappeso su quasi tutto il territorio nazionale, una cosa appare evidente: non è più possibile affrontare il problema dei chili di troppo in modo superficiale.

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Le cause della cellulite

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Cosa è la cellulite?

La cellulite è un’alterazione del derma e dell’ipoderma. Le cellule adipose, o adipociti, normalmente presenti nel tessuto sottocutaneo funzionano da riserva di energia per l’organismo, che brucia grassi qualora abbia necessità di “combustibile”.

In caso di stasi del circolo venoso questa “riserva” diventa difficile da utilizzare e si accumula fino a comprimere i capillari sanguigni, già fragili, che iniziano a trasudare plasma dalle loro pareti divenute porose.

Il plasma si infiltra fra le cellule, con il tempo provoca un’ infiammazione del tessuto adiposo con la conseguente formazione di fibrosi dei tessuti sottocutanei.
I capillari vengono ulteriormente compressi ed il drenaggio dei liquidi in eccesso diventa sempre più difficile.
Si avvia di conseguenza “circolo vizioso” che autoalimenta questa seria problematica.

Le cause della cellulite

L’insorgere della cellulite dipende da diversi fattori che spesso si sommano fra loro.

FATTORI PRIMARI
Il fatto di essere donna e di razza bianca sono elementi sfavorevoli: la donna mediterranea è caratterizzata da una conformazione “a pera” (ginoide) in cui prevale l’azione degli ormoni femminili (gli estrogeni) sui recettori specifici, con il risultato di un accumulo dei chili in eccesso sulla parte bassa del corpo, ritenzione idrica e stasi circolatoria. Non a caso il problema comincia con l’adolescenza, periodo in cui vi è una vera e propria tempesta ormonale che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta.Anche la componente familiare è rilevante, considerato che alcuni disturbi del micro-circolo spesso si tramandano tra consanguinei e che l’insufficienza venosa e linfatica con fragilità capillare costituiscono l’anticamera della cellulite.

FATTORI SECONDARI
E’ noto che le manifestazioni cutanee della cellulite sono fortemente legate al ciclo femminile: l’aspetto “a materasso” della pelle aumenta nel periodo precedente il ciclo, soprattutto in caso di sindrome pre-mestruale, e in gravidanza quando sale il livello degli estrogeni con effetti positivi e negativi: aumenta l’appetito, migliora l’umore, si accumulano liquidi nei tessuti e il prodotto del concepimento preme sulle strutture vascolari, aggravando la situazione circolatoria magari già non perfetta, con segni di stasi.
Come regola, in generale, la cellulite diminuisce dopo la menopausa, in assenza di trattamento ormonale sostitutivo.

FATTORI AGGRAVANTI
Una muscolatura di cattiva qualità, sia per sedentarietà sia a seguito di un dimagrimento eccessivamente rapido che abbia sacrificato il “nobile” tessuto muscolare, è sicuramente uno dei fattori favorenti la cellulite. Il moto aiuta a mantenere efficiente muscolatura, circolazione e metabolismo aiutando a bruciare i grassi e a prevenire la stasi circolatoria.
La dieta scorretta, poi, con l’introduzione eccessiva di calorie, di cibi ricchi di grassi e di sale favorisce accumulo di adipe localizzato, ritenzione di liquidi, “intossicazione” generale dell’organismo e formazione degli odiati cuscinetti.
Anche una postura sbagliata contribuisce ad aggravare il quadro clinico: stare molte ore seduti rallenta la circolazione perché la sedia comprime i vasi e la situazione peggiora se si tengono le gambe accavallate. Non fa neanche bene trascorrere troppo tempo in piedi immobili, perché il sangue fa fatica a risalire dagli arti inferiori, con conseguente stasi circolatoria. I difetti dell’appoggio plantare (piede piatto, piede cavo, ecc.) sono anche causa di postura errata e possono favorire i processi che portano alla formazione della cellulite.
Si deve evitare l’abbigliamento costrittivo: non dimentichiamo che abiti e biancheria attillati comprimono i vasi, mentre scarpe troppo strette o con tacco alto, oltre i 5 cm., ostacolano il ritorno venoso e linfatico e impediscono il corretto funzionamento dell’importantissima “pompa venosa” che abbiamo sotto i nostri piedi (un reticolo venoso che viene compresso ad ogni nostro passo e che imprime una spinta verso l’alto al sangue, impedendogli di ristagnare).
Stress e fumo sono altri fattori che favoriscono l’aggravarsi del quadro, l’uno per le inevitabili ripercussioni sul quadro ormonale (aumento dei cosiddetti “ormoni dello stress”), l’altro per la sua azione vasocostrittrice e per la sua capacità di aumentare i radicali liberi, sostanze che favoriscono i danni a carico del microcircolo ed accelerano i processi di invecchiamento generale dell’organismo.

Gli stadi della cellulite

Prima si interviene contro la cellulite, migliori saranno i risultati dato che una cellulite al primo stadio, quando sono solo i liquidi stagnanti i protagonisti del quadro, è sicuramente più trattabile di una cellulite con presenza di noduli fibrosi. Importante è quindi riconoscere le sue caratteristiche:

1° STADIO (edematosa)
E’ caratterizzata dalla presenza di gonfiore (edema) dovuti al ristagno di liquidi nel tessuto e di accumulo di grasso e acqua nelle cellule. La cute è ancora tesa ed elastica ma si comincia ad avvertire un senso di pesantezza agli arti; se la cute viene compressa non rimangono “impronte”. E’ difficile riconoscerla ad occhio nudo.

2° STADIO (fibrosa)
A causa del cattivo drenaggio delle scorie accumulate e dell’insufficiente ossigenazione dei tessuti, le cellule di grasso rimangono imprigionate nei tessuti circostanti ed inizia il processo di fibrosi reattiva con formazione di fini nodulazioni che, se non contrastato, può evolvere verso lo stadio successivo in cui è facile la formazione di macronoduli.
L’epidermide assume un colorito spento, si arrossa se compressa e assume il cosiddetto aspetto “a buccia d’arancia” se viene stretta fra le dita. Spesso sono presenti capillari dilatati (teleangectasie), anche in forma ramificata. Sono tutti sintomi di cattiva ossigenazione, fragilità vasale e difficoltà a smaltire i grassi.

3° - 4° STADIO (sclerotica)
Vi è forte rallentamento del flusso sanguigno e linfatico, con noduli aumentati e dolenti al tatto. La fibrosi iniziale si è trasformata in vera e propria sclerosi dei tessuti che hanno ingabbiato in grossi ammassi duri i micronoduli precedenti.
Il numero dei capillari dilatati, quasi sempre presenti, aumenta. Qua e là appaiono degli ematomi, segno di fragilità capillare; la superficie cutanea non è più omogenea e levigata ma presenta il tipico aspetto “a materasso”, è fredda al tatto a causa dell’insufficienza circolatoria, è dolente se viene toccata anche con modesta pressione e, se viene compressa, lascia una depressione che scompare solo dopo alcuni secondi: è la cellulite agli ultimi stadi!

I rimedi per la cellulite
La battaglia va combattuta su più fronti e con molto impegno, ci vuole una strategia completa fatta di dieta, attività fisica e trattamenti localizzati, sia di tipo estetico che di tipo medico, fino alla chirurgia per i casi più “gravi” e irriducibili.

LA DIETA
La prevenzione inizia sulla tavola e qualsiasi trattamento è destinato a dare risultati modesti se non lo si associa ad uno stile di vita sano e se non si rivedono le abitudini alimentari.

Un’alimentazione equilibrata ed adeguata fa sì che pesantezza, gonfiori degli arti e cellulite, causati da un rallentamento del circolo venoso, possano essere prevenuti e curati.

Stipsi e ritenzione idrica sono, infatti, due tipici segnali di insufficiente e scorretto esercizio fisico associato ad una alimentazione disordinata. è necessario quindi orientare le abitudini alimentari verso un regime disintossicante, equilibrato, facilmente digeribile e, se necessario, ipocalorico.

Nello scegliere gli alimenti da consumare nella dieta bisogna fare attenzione a quelli che favoriscono il ristagno e gonfiano i tessuti.

Il sodio trattiene i liquidi che, accumulandosi negli interstizi tra le cellule, ostacolano la circolazione: rinunciare ad un po’ di sale non significa necessariamente fare a meno dei sapori, perché può essere egregiamente sostituito da aromi da cucina.

Da prendere seriamente in considerazione è l’assunzione giornaliera di acqua: è sempre consigliabile consumarne molta; un litro e mezzo è la quantità minima da assumere ogni giorno per permettere una buona diuresi e un’eliminazione ottimale delle sostanze tossiche e di rifiuto.

Da bandire gli eccessi di alimenti che affaticano il fegato, impedendogli di svolgere la sua azione “depuratrice” (caffè, cioccolato, bevande alcoliche, fritture, ecc.); preferire invece alimenti ad alto contenuto di fibre (che favoriscono il transito intestinale e l’evacuazione delle scorie alimentari, riducendo l’assorbimento di zuccheri e grassi), di vitamina C, vitamina E e potassio, capace di contrastare il sodio. I bioflavonoidi poi, di cui sono ricchi i frutti di bosco e sottobosco, sono dei veri alleati per una buona microcircolazione.

L’ATTIVITA’ FISICA
Non solo a tavola si prevengono pesantezza, disturbi e inestetismi delle gambe: per averle agili e belle contano anche i gesti, le posizioni, l’abbigliamento, il moto e la scelta dell’esercizio fisico.

Lo sport serve non solo ad incrementare la combustione dei grassi e quindi ad avere un fisico asciutto, ma aiuta anche a tonificare i muscoli e a stimolare la circolazione.

La ginnastica più utile è quella di tipo aerobico, che stimola l’ossigenazione dei tessuti e mobilita i depositi di grasso. Almeno mezz’ora al giorno di esercizio fisico è il tempo ideale per ottenere risultati concreti e mantenersi in forma.

Via libera quindi al nuoto (che sfrutta anche l’azione di idromassaggio indotto dai movimenti del corpo nell’acqua), alle pedalate in bicicletta (o alla cyclette, in mancanza della possibilità di pedalare all’aria aperta), al jogging e walking (camminate), alla ginnastica a corpo libero, all’atletica leggera.

I trattamenti localizzati

RIMEDI DA USARE IN CASA:

Considerato che la “cellulite” è una vera e propria malattia del connettivo, l’unica cosa da fare è affrontarla su più fronti e un buon automassaggio, con prodotti che svolgano azione drenante, lipolitica e vasoprotettrice può senz’altro migliorare il quadro estetico, senza però avere la presunzione di eliminare l’inestetismo alla fonte (quando, per esempio, c’è un problema di stasi venosa).

L’idromassaggio può essere sfruttato per l’azione levigante, rassodante e drenante i liquidi interstiziali dovuta al flusso sulla pelle delle “bollicine” prodotte dall’apparecchio, che funzionano esattamente come un micromassaggio.

Articolo tratto da Biolaros: http://www.biolaros.it/consigli_cellulite3.asp

Da domani mi metto a Dieta

Quante volte ci siamo ripetuti questa frase:“…da domani mi metto a dieta!” e lo facciamo ripetutamente, ogni qualvolta come coccodrilli ci pentiamo delle abbuffate, degli stravizi, della sedentarietà.

Ma la dieta non dev’essere un modo per metterci a posto con la coscienza…eppure vi si ricorre sempre in estremis, ricercando quella miracolosa, quella che in pochi giorni ti fa ritrovare la forma perfetta come se, nel frattempo, non fosse successo nulla; ed è lì che siamo disposti a ricorrere a qualsiasi cosa, a digiuni forzati (che fanno perdere solo liquidi e salute!) ad ore e ore di sport tutti i giorni fino all’infarto e a gravi traumi muscolari perchè non abituati, al fai da te seguendo l’ultima dieta scritta sul giornale di “spetegules” di turno, eliminando categorie di cibi perchè“fanno ingrassare” …oggi siamo nell’era delle proteine 2.0: se mangi solo proteine diventi bella, bionda, con gli occhi azzurri e “cuccherai” da bestia. Passaparola!

Quando poi, dopo settimane di sacrifici e rinunce, dopo un triste periodo in cui ci saremmo mangiati le gambe del tavolo, siamo finalmente “rientrati” in noi …che facciamo? Riprendiamo la nostra vita, ricadendo negli stessi errori in attesa della prossima dieta che ci verrà a salvare.
Così ci ritroviamo perennemente a dieta, fra una dieta e l’altra ingrassiamo sempre di più, e la nostra autostima e amore per noi stessi va a farsi benedire.

In questo periodo post natalizio e pre carnevalesco, dove anche i media hanno riportato che uno su due si è messo a dieta per smlatire i postumi delle festività, è il caso di ribadire che una dieta a breve termine può senz’altro dare una mano quando si parla di perdere qualche chilo; ma quando si parla di dimagrimento allora in causa entra lo stile di vita, che va cambiato, e seguito per 365 giorni l’anno e non solo quando l’ago della bilancia non ci è amico.

I veri risultati e il successo si ottengono con pazienza, costanza, equilibrio e …sopratutto buon senso.

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“Il 90% delle diete NON funziona. Abbiamo testato le diete più famose per il controllo del peso e i risultati sono scarsi. Se hai provato a dimagrire e non ci sei ancora riuscito, allora segui questi consigli pratici!”


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Le diete tradizionali comportano sacrifici e abitudini contrarie a ciò che sente il nostro fisico. Ascoltare il tuo fisico e le sensazioni che il corpo ti trasmette è l’unico metodo che ha fatto dimagrire migliaia di persone!

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Quante volte vi siete messi a dieta per un po’ di tempo? Magari dura qualche giorno, forse qualche settimana, e poi si ricade nella tentazione di tornare alle vecchie abitudini. Non basta limitare i nostri comportamenti, costringersi ad abitudini che non sentiamo nostre. Bisogna invece lavorare sulle nostre convinzioni, sulla nostra identità e sui livelli superiori.

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Quei falsi miti duri a morire

Ci vuole costanza e determinazione perché una dieta dia i risultati sperati. Se, però, alla fatica di seguire un regime alimentare rigoroso ci aggiungiamo regole senza fondamento e false credenze, lo sforzo si raddoppia. Vi suonano familiari luoghi comuni come questi: “Mai mangiare subito prima di andare a letto”, “se vuoi dimagrire in fretta, salta un pasto”, “mangia sempre alla stessa ora, se vuoi perdere peso”? Sembrano regole lapalissiane e veritiere. In realtà sono in parte mezze verità, in parte falsi miti, molto più spesso teorie prive di fondamento, più nocive che benefiche.
Esiste la falsa credenza che “seguire le regole” sia il modo migliore per avere successo con la dieta? Falso. Seguire le regole è un modo per sentirsi protetti dal punto di vista psicologico perché si pensa che questo eviterà di commettere errori. Di altro avviso sono alcuni nutrizionisti che ritengono non solo che le regole alimentari e dietetiche possono essere infrante, ma che lo si può fare senza sentirsi, per questo, in colpa.
Qui di seguito vi proponiamo cinque “frasi celebri” da cui tenersi alla larga.

  1. Mangiare la sera fa ingrassare? Falso!
    Quel che fa guadagnare peso non è il momento in cui si consuma un pasto, ma il totale delle calorie che si consumano durante l’arco della giornata. Non conta assolutamente a che ora assumete quelle calorie! Va fatta, però, una precisazione. Alla fine della giornata la stanchezza potrebbe far vacillare la vostra determinazione a seguire la dieta e potreste essere indotti a consumare alimenti più calorici che in altri momenti della giornata.
    Il consiglio: tenete d’occhio calorie e porzioni, ma sentitevi liberi di mangiare quando volete.
  2. Meglio rispettare gli orari? Sbagliato!
    Attenersi a degli orari precisi per i pasti può aiutare a controllarsi, ma forzarsi a mangiare se non si ha fame rende più difficile la dieta. Se siete costretti a mangiare ad una determinata ora, come per esempio accade per la pausa pranzo in ufficio, ritagliatevi qualche spazio di relax durante la giornata e mangiate solo quando è il vostro stomaco a richiederlo.
    Il consiglio: mangiate quando avete fame e non quando lo dice l’orologio.
  3. Domani mi rimetto in riga…? Per carità!
    Il collega d’ufficio va in pensione e ha offerto una torta all’ora di pranzo e voi non siete riusciti a rifiutarne una fetta grande? Evitate di tardare a rimettervi in riga, ma fatelo da subito.
    Il consiglio: ricominciate la dieta subito dal pasto successivo, senza aspettare il giorno dopo.
  4. Mai dire di no a un happy hour? Non è vero!
    Se soffriste di diabete o di qualche allergia particolare, vi fareste scrupolo a rifiutare stuzzichini e dolcetti che vi vengono offerti ad una festa? Certo che no. Allora, se non volete compromettere i risultati della dieta dovete mantenere questo stesso comportamento intransigente.
    Il consiglio: la vostra priorità è dimagrire. Costi quel che costi!
  5. Saltare un pasto aiuta? Figuriamoci…
    Se salterete un pasto nella speranza di vedere scendere l’ago della bilancia, aspettatevi un’amara sorpresa: arriverete affamati al pasto successivo e mangerete più del consentito. Non solo, saltare i pasti porta a un abbassamento del metabolismo che vi farà bruciare meno calorie. Insomma, è inutile.
    Il consiglio: attenetevi ai cinque pasti consigliati dal dietologo (colazione, pranzo, cena più 2 spuntini).
  6. Tutte le calorie sono uguali? Niente affatto!
    Per raggiungere le 1.400 calorie previste dalla vostra dieta, non fa differenza, per esempio, quanto formaggio mangiate. Quel che fa differenza sono gli alimenti che danno maggiormente un senso di sazietà, oltre che esser più ricchi di alcuni nutrienti. Per fare un esempio: 100 calorie di una mela valgono di più delle 100 calorie di una fetta di pane bianco.
    Il consiglio: per sentirvi sazi, consumate cibi ricchi di fibre e acqua come la frutta e le verdure.

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Non so te, ma io non ne posso piu’ di vedere (e mangiare) dolci, pandori, caramelle, cioccolata, torroni. Per non parlare dei grandi CENONI da Natale, a Capodanno,alla Befana…

Quindi e’ arrivata l’ora di ripartire con i buoni propositi per il 2008, tra cui una bella DIETA! Anche se in realta’…

IL 90% DELLE DIETE NON FUNZIONA!

Questo perchè le diete tradizionali comportano SACRIFICI e abitudini contrarie a cio’ che sente il tuo fisico.

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Una statistica, molto pesante, afferma che in Italia il 90% delle persone che intraprende una dieta fallisce. Il 90%! Questo indipendentemente dalla dieta che si è deciso di intraprendere, sia che si cerchi semplicemente di controllare le calorie, sia che ci si basi sull’andamento dell’indice glicemico, sia che si segua la dieta a zona e così via. Quale che sia la dieta, quale che sia il programma nutrizionale che si segue, il dato è che il 90% delle persone non riesce a seguirlo con costanza.

Perché? Evidentemente, c’è qualcosa che manca, che viene trascurato e io credo sia la componente mentale. E’ come smettere di fumare. Sì, è possibile acquisire tecniche e strumenti adeguati a raggiungere lo scopo che ti prefiggi, ma se poi i tuoi comportamenti, ovvero tutto ciò che fai nell’arco della giornata, non sono coerenti con la tua identità e le tue convinzioni, prima o poi ricadrai nei tuoi errori. Se vuoi smettere di fumare e, per convincerti a farlo, butti il pacchetto di sigarette, non hai certo risolto il problema. Voglio dire che se dentro di te sei comunque convinto di essere un fumatore, una persona a cui piacciono le sigarette, in qualche modo ricomincerai a fumare.

Lo stesso si può dire per la dieta. Cosa facciamo normalmente? Ci imponiamo di non mangiare qualcosa, ad esempio decidiamo di non mangiare più dolci, di mangiare 80 grammi di pasta invece che 120, di non mangiare il gelato. Come vivi la dieta se fai tutto questo? Imporsi qualcosa è positivo o negativo? Te lo dico io, è molto negativo, è una schiavitù.

L’ideale sarebbe adottare un programma alimentare sano che, quindi, tendenzialmente, ti fa stare bene, ma che puoi personalizzare su di te. E’ qui che nasce il metodo Dieta 5-Sensi. Un medico, ad esempio, è molto abile nel capire quali siano le specifiche esigenze dietetiche di un paziente, ma il problema è che quest’ultimo, nell’applicare la dieta, se ne sentirà schiavo, la vivrà come un’imposizione che arriva dall’esterno.

Ascoltare il nostro corpo, rivolgere attenzione al nostro interno è forse l’argomento più importante della guida. Come faccio a raggiungere un obiettivo se non so perché lo perseguo, cosa voglio e cosa spero di ottenere? Spesso viviamo la vita a caso, non ascoltando noi stessi, non ascoltando le nostre esigenze, non ascoltando ciò che ci comunichiamo a livello fisico e mentale.

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