Dieta ed efficienza mentale

Sia che stiate andando a scuola o al lavoro sia che, semplicemente, vogliate la vostra mente nella forma migliore, fare colazione è un dovere.

Le evidenze raccolte fino ad oggi mostrano che la colazione può influenzare i processi mentali coinvolti nella creazione e nel recupero dei ricordi e nella capacità di gestire informazioni complesse e impegnative. Una ricerca effettuata sui bambini, ha messo in evidenza come saltare il primo pasto della giornata porti i bambini ad effettuare più errori nei test a cui sono sottoposti rispetto ai bambini che invece fanno colazione. Anche in giovani adulti che non fanno colazione è stata osservata una prestazione più scarsa in test scolastici rispetto a coloro che consumano del cibo prima di venire sottoposti al medesimo esperimento.

Sembra che la colazione eserciti questi effetti grazie all’innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue che provoca a sua volta nel cervello l’aumento della concentrazione di un neurotrasmettitore definito acetilcolina. Secondo i ricercatori che lavorano in questo campo, come il Professor David Benton dell’Università del Galles (Wales University), l’acetilcolina è coinvolta nei processi della memoria poiché è stato dimostrato che le sostanze che ne bloccano la produzione distruggono la memoria, riducendo in particolare la capacità di memorizzare informazioni nuove.

Poiché la vitamina B1 è necessaria per la produzione di acetilcolina, garantire un corretto apporto di questa sostanza può avere un ruolo importante nell’ottimizzare le prestazioni mentali nel corso della mattinata. Gli alimenti a base di cereali che contengono la vitamina B1 comprendono pane integrale e cereali arricchiti per la prima colazione.

La nostra capacità di ragionare in modo corretto non è collegata solamente agli effetti a breve termine dell’alimentazione; infatti le prestazioni mentali possono essere influenzate anche dalla qualità nutritiva della dieta e dai suoi effetti complessivi a lungo termine. Ad esempio l’assunzione inadeguata a lungo termine di ferro può avere effetti sulla capacità di concentrazione e addirittura ridurre il quoziente intellettivo (QI).

E’ noto che la carenza di ferro causa un danneggiamento della memoria negli adulti e nei bambini e che nei bambini piccoli e nei neonati può causare problemi all’attenzione e alla capacità di apprendimento (per ulteriori dettagli consultare il numero 16 di Food Today).

Se le donne sono particolarmente sensibili ad una insufficiente assunzione di ferro con la dieta, quantità troppo basse di un altro micronutriente, lo iodio, possono invece avere effetti su entrambi i sessi. Lo scarso apporto di iodio sembra avere effetti negativi sulla capacità di prendere decisioni ed iniziative. Tale problema interessa soprattutto alcune aree dell’Europa e i paesi in via di sviluppo, ma può essere risolto con una corretta alimentazione; infatti il consumo di sale addizionato iodato, di pesce, di molluschi, di carne, latte e uova può aiutare a garantire il mantenimento di una corretta assunzione di questo micronutriente.

Se la mancanza di alcuni elementi nella dieta può portare alla riduzione delle prestazioni mentali, l’aggiunta di altri elementi può aiutare a dare al nostro cervello uno stimolo in più. La caffeina ad esempio esercita un effetto stimolante moderato, agendo sul sistema nervoso centrale e migliorando il livello di attenzione. Alcuni test hanno mostrato che la caffeina è in grado di accelerare la capacità di elaborare velocemente le informazioni nel cervello del 10 % e che un caffè dopo pranzo aiuta a contrastare la normale sonnolenza del “dopo pranzo” e a mantenere la capacità di concentrazione.

Non è importante solo ciò che si beve, ma in generale bere una quantità sufficiente di acqua.
Infatti anche una lieve riduzione dello stato di idratazione può avere effetto sulle prestazioni mentali; è bene ricordarsi che nel momento in cui si avverte la sete si è già disidratati, quindi continuare ad assumere liquidi nel corso della giornata contribuisce a mantenere il cervello nelle condizioni ottimali.

Per gentile concessione di EUFIC: http://www.eufic.org

perdipesosystem.it

Fitness | Quanto devi correre per stare bene

Correre per meno 15 chilometri alla settimana, è fatica sprecata: l’attività fisica è troppo blanda per attivare meccanismi di protezione contro l’arteriosclerosi e altre malattie del cuore. Se, però, la distanza percorsa raddoppia - per intenderci: se ci si impegna a correre per un’ora, tre volte la settimana - nel sangue si avvia una piccola rivoluzione: il colesterolo “cattivo” diminuisce a favore di quello buono, la pressione del sangue si abbassa (dopo poche settimane di corsa praticata con regolarità, la pressione si riduce di circa 10 millimetri di mercurio), cala anche la glicemia e, soprattutto, l’accumulo di grassi nelle arterie si arresta. In pratica, arteriosclerosi e rischio d’infarto si riducono. Se poi l’impegno aumenta e la distanza percorsa diventa di circa 75 km alla settimana - ovvero, circa un’ora di corsa ogni giorno - il rischio di disturbi cardiaci e circolatori è addirittura dimezzato. A tali conclusioni sono giunti recenti studi, effettuati dal Center for Healh Promotion and Education di Atlanta. E questi dati, opportunamente incrociati con quelli di precedenti studi, porterebbero, secondo alcuni ricercatori, ad ulteriori calcoli, piuttosto singolari: ogni minuto della vita trascorso correndo ne aggiungerebbe altri tre al tempo che resta da vivere. Altrettanto interessanti sono i risultati di studi effettuati oltreoceano che evidenziano quanto la corsa possa prevenire e combattere in modo efficace l’osteoporosi, la malattia degenerativa che colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa, rendendo le loro ossa più deboli e, di conseguenza, maggiormente soggette a fratture. Ebbene, la resistenza delle ossa delle donne che hanno sempre corso risulta, rispetto a quella delle donne sedentarie, maggiore del quaranta per cento. Un valore davvero considerevole. Di fatto, buona parte delle donne affette da osteoporosi da lieve a discreta, sarebbe sana se nella vita avesse sempre praticato la corsa. Allora, con l’arrivo della bella stagione, farebbe bene a tutti - dopo aver consultato il proprio medico per escludere controindicazioni particolari - calzare scarpe adatte e abbigliamento confortevole, per muovere qualche passo in più.

Ma la corsa serve anche a dimagrire? Sì, a patto di sapere che i chili persi correndo possono essere di tre tipi: reali, falsi e, purtroppo, anche pericolosi. Quelli reali, i più difficili da eliminare, sono gli unici costituiti dai grassi in eccesso. In ogni chilometro percorso vengono bruciate circa 70 calorie. Considerando che ciascun grammo di grasso corrisponde a 9 calorie, la perdita reale di peso per ogni chilometro è di soli 7,7 grammi. Poco, in verità. Come mai, allora, dopo un’ora di corsa, specie se la temperatura è elevata, i chili persi possono essere anche due o tre? Si tratta di chili falsi, derivanti dall’acqua persa con il sudore e dalla combustione di un paio di etti dei carboidrati contenuti nei muscoli sotto forma di glicogeno. In tutto, circa 8 etti, che si recuperano immediatamente con un’abbondante bevuta e spesso con un irrefrenabile (e inopportuno) appetito. Per fortuna, se la corsa viene praticata con regolarità - diciamo per un’ora, tre volte la settimana - già dopo un mese il peso corporeo diminuisce, mantenendo questa tendenza. Il desiderato obiettivo viene, infatti, raggiunto grazie all’intervento del cervello, che regola i centri della sazietà e grazie all’aumento di reazioni metaboliche aventi lo scopo, quantomeno in apparenza, di bruciare i grassi superflui. Arriviamo, infine, ai chili pericolosi: sono quelli persi da chi è già esageratamente magro ed è costretto quindi, per riuscire a correre, a bruciare le proteine dei muscoli. Un rischio cui devono prestare attenzione soprattutto gli atleti.

 

 

 

Mabel Bocchi

fonte rubriche corriere della sera

corriere.it

La fame e le emozioni

È nella sfera dell’emotività, dei ricordi e del piacere riparatore, che nasce una fame falsa e illusoria.

Il cervello invia segnali allo stomaco che si contrae, è la fame, lo stomaco quando è pieno invia a sua volta segnali al cervello, è la sazietà.
Il ritmo fame-sazietà è una sorta di danza, un equilibrio, una comunicazione perfetta e innata a cui è legata la nostra sopravvivenza.

Tuttavia, in alcune persone questo equilibrio è spezzato, è snaturato ed abusato per appagare bisogni diversi dal nutrimento.
L’individuo diventa preda di una voracità che il cibo non placa, una fame slegata dal segnale sia di fame che di sazietà.

Irrazionalmente si cerca , cioè, con il cibo di placare i dispiaceri, di lenire le delusioni,di gestire l’ansia, la preoccupazione e i vuoti affettivi che diventano assenze insopportabili…

Ovviamente, non si può regolare o dominare una funzione o pulsione fisiologica se non siamo in grado di riconoscerla, ma si può abusare della fame mettendola al servizio di complessi problemi emotivi e interpersonali.

Già nel 1959 Stunkard osservò che alcune donne obese volutamente tenute a digiuno, non sentivano la fame in presenza di contrazioni gastriche.
Nel 1968 Schachter condusse esperimenti tesi a dimostrare che l’insieme dei sintomi fisici che il soggetto chiama “fame”si presenta in modo diverso negli obesi…

Questa fame irreale nasce nella corteccia orbito-frontale e nello striato, ossia, quella zona del cervello legata all’emotività e nell’ippocampo nei luoghi, cioè, dei ricordi emotivi.
La fame autentica deriva da un’ altra area del cervello l’ipotalamo laterale.
La fame reale, infatti, causa contrazioni gastriche “il buco allo stomaco”, accompagnato da nervosismo e irritabilità sintomi che si placano mangiando…

Quando si presenta cercate di capire se è realmente fame, ossia, un bisogno fisiologico che si appaga mangiando, se capite che il cibo non placa questa esigenza chiedetevi che tipo di esigenza c’è dietro di essa che tipo di bisogno e emozione che non sapete gestire.
Poi il passo successivo è rispondere a quel bisogno o emozione non con il cibo, ma in modo adeguato, corretto…

Link all’articolo sul sito: clicca qui

Le proprietà della carne per la nostra alimentazione

La carne è certamente un alimento insostituibile in una dieta equilibrata, grazie alla ricchezza di proteine e minerali che essa apporta, oltre alla caratteristica capacità di saziare.

Ma quanto fa bene la carne? Quanti tipi di carne esistono? E quali scegliere per le diverse esigenze?

Le proteine contenute nella carne sono molto simili a quelle presenti nell’organismo umano, quindi facilmente assimilabili: vengono infatti utilizzate dal nostro corpo in maniera ottimale. Hanno inoltre un alto valore biologico, poichè contengono aminoacidi essenziali, indispensabili per il mantenimento e la costruzione dei tessuti umani.

Costituita da tessuti connettivi e muscolari, la carne contiene dal 50% a circa l’80% di acqua, ma i valori nutrizionali sono fortemente variabili, a seconda del tipo di carne, del sesso, della razza e del tipo di allevamento dell’animale.

Genericamente la carne presenta lipidi sottoforma di grasso muscolare o adiposo, e rappresenta una ricca fonte di vitamine del gruppo B (specialmente B12), utili all’organismo per i processi nervosi e digestivi; i sali minerali rappresentano circa l’1%, e tra questi il Ferro è sicuramente il più importante, poichè è presente in forma altamente assimilabile.

La carne viene classificata in base all’animale da cui è ricavata (da macello, da cortile e selvaggina) e al colore che acquista dopo il processo di macellazione (carni bianche, carni rosse, carni nere).

Le carni bianche caratterizzano gli animali più giovani (tacchino, coniglio, pollo, agnello, capretto) ed hanno delle fibre muscolari molto fini e magre, più corte e sottili, perciò più facilmente digeribili. Tra le carni bianche, vengono particolarmente valorizzate le carni del tacchino (ricchissime di ferro e con meno tessuti connettivi), quelle del pollo (utilissime nella dieta, con pochi grassi e calorie, specialmente nella parte del petto) e quelle del coniglio (dal sapore gustoso e tenero, facilmente digeribile, con oltre il 20% di proteine, pochi grassi -circa il 5%-, e basso contenuto di colesterolo -circa 60mg per 100g di carne-).

Le carni rosse, invece, derivano dagli animali da macello più adulti. Il colore che le contraddistingue è causato dalla presenza di molto sangue e, conseguentemente, hanno un apporto di Ferro molto maggiore rispetto alle carni bianche. Per essere consumate, le carni rosse hanno bisogno di un periodo di maturazione, detto “frollatura”, attraverso il quale le fibre muscolari si inteneriscono e parte delle proteine vengono ridotte in elementi più semplici per essere digerite meglio dall’organismo umano. L’apporto di grassi maggiore deriva dalle carni di maiale: una bistecca di 100 gr conta circa 8 g di grassi e 157 Kcal. Le carni di bovino, invece, sono più magre, hanno all’incirca lo stesso valore proteico del maiale ma una quantità maggiore di Ferro.

Le carni nere (della selvaggina), infine, hanno pochi grassi ma una maggiore durezza delle fibre muscolari, che le rende meno tenere da mangiare e più difficili da cucinare.

La cottura delle carni è un procedimento fondamentale per rendere al meglio i benefici derivanti dalla carne.

Essendo ricca di proteine, infatti, deve essere cotta a basse temperature, poichè l’ eccessivo calore altera la struttura delle proteine e rende la carne più dura e di difficile digestione. Per questo le carni più digeribili risultano essere quelle lesse (un buon brodo di carne con relativo lesso,ad esempio), cotte al vapore o stufate, al contrario delle carni cotte allo spiedo, arrosto o addirittura fritte.

Fonte: Article Marketing Italia
Francesco D’Alessio

Carboidrati | La Benzina Dell’organismo

Il nome scientifico di quelli che impropriamente chiamiamo “carboidrati” è glucidi. Si tratta di sostanze formate essenzialmente da carbonio ed acqua e contenuti principalmente negli alimenti di origine vegetale. Il valore energetico è abbastanza alto: i carboidrati infatti forniscono in media 4 Kcal per grammo (è il caso dell’amido, contenuto nei cereali) costituendo uno degli elementi più importanti della dieta umana. Vari sono i tipi di carboidrati, classificati in base alla loro struttura chimica. Abbiamo perciò i carboidrati semplici e complessi.

I VARI TIPI DI CARBOIDRATI

I glucidi semplici sono le sostanze che comunemente chiamiamo zuccheri e comprendono monosaccaridi e polisaccaridi. Dal punto di vista nutrizionale, i più importanti sono glucosio, galattosio e fruttosio. Esaminiamoli nel dettaglio.

I monosaccaridi
Glucosio - costituisce la forma in cui deve essere trasformato qualsiasi altro zucchero per poter essere utilizzato dall’organismo umano. Solo il 5% della totalità di carboidrati è rappresentato dal glucosio che circola nel sangue.
Galattosio - è contenuto nel latte ma non vi si trova in forma libera, bensì legato al glucosio.
Fruttosio - è molto abbondante nel miele e nella frutta. Viene metabolizzato dal fegato, che lo trasforma in glucosio.

I polisaccaridi
I polisaccaridi sono formati dall’unione di più monosaccaridi (da 10 unità fino alle migliaia) mediante legami glicosidici. Hanno origine animale (glicogeno) o origine vegetale (amidi e fibre). Analizziamone i più importanti.
Fibre - la più importante è la cellulosa. Il nostro organismo non può trasformarle direttamente in energia ma le fibre sono fondamentali per il nostro benessere poiché regolano l’assorbimento dei nutrienti e difendono l’organismo da diverse patologie. Le fibre sono divisibili in fibre idrosolubili (quando possono essere disciolte in acqua) e non idrosolubili. Le prime riducono la quantità di colesterolo nel sangue, mentre le seconde richiamano liquidi, favorendo l’eliminazione di sostanze dannose.
Glicogeno - è immagazzinato nel fegato e nei muscoli in quanto riserva d’energia. È però presente in quantità molto ridotta negli alimenti, poiché viene quasi totalmente degradato nelle fasi di macellazione degli animali.
Amido - contenuto nei vegetali (principalmente semi e cereali) e nei loro derivati (come la pasta) ma si trova anche in patate dolci, piselli e fagioli. È possibile trovarlo in natura in due forme distinte: amilosio e amilopectina, la quale rende estremamente digeribili gli alimenti.

FUNZIONE DEI CARBOIDRATI

La funzione precipua dei carboidrati è quella energetica. Essi rappresentano infatti la principale fonte energetica, in particolar modo quando sottoponiamo il nostro organismo ad un intenso sforzo fisico. Tuttavia, assolutamente da non trascurare è la loro funzione plastica nella formazione di strutture nervose e acidi nucleici. Una volta trasformati in glucosio, i carboidrati possono prendere tre strade:

  1. Possono essere utilizzati direttamente dalle cellule al fine di produrre energia.
  2. Possono essere trasformati in glicogeno e immagazzinati come riserva energetica in muscoli e nelle riserve epatiche.
  3. Possono essere trasformati in grasso e depositati come tale, se le scorte di glicogeno sono sature.

Qualsiasi componente del nostro organismo necessita di una certa quantità di glucosio. È facile pertanto dedurne l’importanza che i carboidrati svolgono per il benessere del corpo. Persino alcune cellule del sangue utilizzano glucosio come fonte energetica primaria.

ECCESSO DI CARBOIDRATI

Abbiamo visto quanto sia importante assumere regolarmente una certa quantità giornaliera di carboidrati. Ma cosa accade quando tali sostanze sono in eccesso? La dieta dei paesi industrializzati risulta sempre più ricca di grassi (basti pensare alla grande diffusione dei fast food in quasi tutti i Paesi del mondo). Una dieta troppo ricca di grassi può provocare patologie come diabete, carie dentale o persino obesità in forme più o meno gravi.

CARENZA DI CARBOIDRATI

Ma anche una scarsa assunzione di carboidrati è causa di patologie gravi. Recenti studi hanno dimostrato che alla base di varie forme tumorali c’è anche una scarsa assunzione di carboidrati. Lo stesso vale per alcuni casi di ipercolesterolemia, di malattie renali e epatiche. Nei casi più gravi, l’assenza di carboidrati porta il sangue ad acidificarsi (come avviene nel diabetico non curato), cui consegue il coma. Ecco perché è estremamente importante seguire una dieta equilibrata, che preveda un’assunzione bilanciata di carboidrati.

IL PROCESSO DI DIGESTIONE DEI CARBOIDRATI

Il processo di assimilazione dei carboidrati inizia nella bocca, dove diversi enzimi presenti nella saluta inizia a scindere i carboidrati complessi. La digestione prosegue nello stomaco e nel pancreas, ove i succhi pancreatici riducono i polisaccaridi in monosaccaridi.

Fonte: Article Marketing Italia
cecco

Cure Di Bellezza Per Il Collo

Il collo è tra le parti più difficili da mantenere giovane ed in forma. Dopo i 40 anni di età ad adornarlo compare quella che viene comunemente chiamata la“collana di Venere” cioè una serie di rughe che solcano il collo in modo più o meno evidente. Questa parte del corpo è difficile da mantenere giovane anche perché la pelle in questo punto è estremamente delicata e sottile, molto più di quella del viso. Il collo non ha sostegno osseo e neanche muscoli quindi i continui movimenti della testa determinano piccoli cedimenti che alla lunga diventano evidenti: l’unica possibilità di rimediare a questi danni del tempo diventa la chirurgia tramite un intervento di mini - lifting o di lipoaspirazione del grasso in eccesso.

 

Per cercare di evitare un collo grasso, doppio oppure estremamente scarso, l’arma migliore è la prevenzione quotidiana tramite le creme di bellezza o presso i centri estetici che intervengono per eliminare i primi segni di cedimento e le macchie.

La pelle del collo è esposta agli stessi nemici del viso: sole, smog e scarsa idratazione, ma mentre il viso viene idratato e tonificato continuamente il collo e il décolleté vengono spesso trascurati. Sarebbe sufficiente un’ idratazione settimanale per mantenere la pelle elastica e morbida ed attenuare così le rughe. Il consiglio principale è quello di applicare la crema idratante sul viso e di farla proseguire lungo il collo, su questa parte vanno applicate anche la maschera o la crema esfoliante. Successivamente sono utili alcuni piccoli esercizi di ginnastica, per rassodarlo: muovi il collo per qualche minuto il alto, in basso, a destra e a sinistra. Prova anche a farti fare dal tuo partner un massaggio che rassodi ed ammorbidisca il collo: il massaggio deve partire dalla base del collo fino alle clavicole, dal centro dello sterno verso le ascelle.

 

Per curare e portare benessere a questa zona del corpo, ecco le ricette per preparare a casa delle maschere di bellezza:

Maschera per la distensione delle rughe 

Prendi un albume d’uovo, aggiungici una goccia di limone, sbatti il tutto con la forchetta e stendi il composto sul viso e sul collo e mantienilo fino a che il composto per qualche minuto. Una volta asciutto, sciacqua il viso con acqua tiepida.

Maschera elasticizzate per il collo

Incorpora alla maschera base di argilla verde, 2 cucchiai di latte di soia, 1 o 2 gocce di olio essenziale di Sandalo. Tieni sul viso per circa 15 minuti. Sciacqua con acqua tiepida.

Redazione DonnaD

Fonte: Article Marketing Italia

Autodifesa Alimentare | trucchi per controllare il peso e vivere meglio

“Vuoi imparare la differenza tra alimentazione e nutrizione? Vuoi nutrirti in maniera corretta per evitare fastidiosi problemi di salute? Impara a conoscere i cibi e ad associarli per la tua Autodifesa Alimentare!!”Personal Wellness Coach professionisti, Leonardo & Viviana, compagni nel lavoro come nella vita dai tempi dell’università, hanno all’attivo numerosi Corsi di formazione con Medici, Ricercatori e Nutrizionisti in Italia e all’estero, oltre a un CV da autodidatta in Nutriterapia, Alimentazione Naturale, Coaching e Crescita Personale.
Autori di Manuali di Formazione, E-book ed Articoli, sono Formatori Free Lance e Web Trainer dell’innovativo “Corso on line di Nutrizione e Autodifesa Alimentare”.

Leonardo Di Paola, da sempre appassionato di Crescita personale e di soluzioni per unire benessere, abbondanza e libertà, è Direttore del sito Integratorinutrizionali.it nato per promuovere un Benessere Totale legato ad uno stile di vita più pratico e consapevole.

Viviana Taccione, Blogger attiva in ”Pillole di Benessere”, il blog di Integratorinutrizionali.it a cui si dedica instancabilmente condividendo passioni e identità di Wellness Coaching, è fondatrice dell’innovativo progetto multimediale Autodifesalimentare.it di cui ama definirsi la prima Wellness Angel.

L’ ebook “Autodifesa Alimentare” si rivolge a chi già è orientato al benessere, a chi magari si è reso conto da tempo che evitare i fast food e mangiare tanta verdura forse non basta più. Molto più spesso di quanto si pensi, manca una vera conoscenza e consapevolezza dei meccanismi più elementari che regolano la nostra alimentazione quotidiana.

Gli autori, Leonardo Di Paola e Viviana Taccione, hanno usato il termine “Autodifesa” non a caso, perché si tratta proprio di un’autodifesa doverosa e necessaria per chiunque si occupi del suo management alimentare e, tanto più, di quello della sua famiglia.

“Autodifesa Alimentare” è utile per imparare a contrastare stanchezza cronica, malesseri, sovrappeso, sottopeso, nervosismo e tutte le principali malattie e disturbi che limitano qualità e aspettative della nostra vita e di quella dei nostri cari.

Anche la Stampa parla di Autodifesa Alimentare. L’esperienza da Personal Wellness Coach e Trainer di Viviana Taccione e Leonardo di Paola ha reso possibile lo sviluppo di questo ebook eccezionale in campo di alimentazione. Molte persone non si rendono ancora conto di quanto sia importante nutrirsi in modo corretto e mangiano quello che gli capita.

“Autodifesa Alimentare” ha unito tutte le specifiche competenze ed esperienze personali, la passione per il benessere totale e il desiderio di avere un impatto positivo nella vita delle persone, con l’obiettivo finale di fornire gli strumenti utili per correggere le cattive abitudini alimentari.

Autodifesa Alimentare™
I Trucchi per Controllare il Peso e Vivere Meglio
Ebook 403 Pagine + Report, di Leonardo Di Paola & Viviana Taccione

Autodifesa Alimentare

Ebook 403 Pagine + Report + Bonus!
DOWNLOAD IMMEDIATO

La quota è di 69 + iva, ma oggi…

 

…in OFFERTA a soli € 49 (+ iva)

 

 

Ordina ORA Autodifesa Alimentare

Piacersi per Piacere | viaggio alla riscoperta del potere femminile

Stefania Carnevali ha lavorato 19 anni in un Istituto di credito ricoprendo vari ruoli tra cui quello di sviluppo commerciale verso la clientela. Nel frattempo, per passione, partecipa a vari corsi e seminari documentandosi con gli scritti di vari autori ( Francesco Alberoni, John Gray, Peter Shellenbaum, Thomas Trobe,Pixie la Rouge Giulio Cesare Giacobbe e altri…) che trattano temi inerenti a: amore, relazioni, affettività, comunicazione di coppia e seduzione. In seguito a questa sua passione ha deciso di intraprendere una sua attività aprendo un’agenzia matrimoniale, in cui propone corsi e seminari per affrontare meglio l’approccio con l’altro sesso e per accrescere la propria autostima in campo affettivo. Ha conseguito un attestato di coaching presso la scuola italiana di coaching del Dr. Luca Stanchieri con sede a Roma e attualmente frequenta la scuola di naturopatia RIZA a Bologna.

Nella società moderna la donna è cambiata molto velocemente, ha ottenuto diritti e privilegi precedentemente riservati esclusivamente al mondo maschile, ma purtroppo spesso ha adottato e copiato anche quei comportamenti che ha sempre criticato nell’uomo.

Penso che cambiamenti e trasformazioni siano un passaggio obbligato in ogni evoluzione, ma credo anche che non sia necessario buttare via un rapporto in nome del progresso. Si dovrebbe tener conto di quello che funziona e integrarlo con il “nuovo”, con ciò che è cambiato o che è in procinto di cambiare, ma soprattutto credo che sia deleterio, da parte di una donna, rinnegare la propria natura per tentare a tutti i costi di somigliare all’uomo.

La donna ha sepolto la femminilità in nome della parità e della presunta libertà conquistata. Il suggerimento che Stefania Carnevali offre a tutte le donne è quello di riscoprire la parte più vera e intima di se stesse, quella parte femminile e seducente da cui deriva il vero potere dell’essere donna, madre, moglie. “Il femminile” è quel tesoro prezioso che giace addormentato nella parte più interiore e intima di ogni donna e non bisogna aspettate che sia il “principe azzurro” a risvegliarlo.

Nella società attuale molti rapporti finiscono a causa delle incomprensioni generate dall’inversione dei ruoli tra donna e uomo. Stefania Carnevali nel suo ebook parla proprio di questa condizione e fornisce soluzioni, idee e consigli per spronare le donne ad essere attente alla carriera, ma allo stesso tempo alla componente femminile e sensuale che mantiene vivi l’interesse e la complicità in un rapporto.

“Piacersi per Piacere” spiega, appunto, come fare per non cadete nell’errore di credere che una conquista, un amore corrisposto, un fidanzamento o un matrimonio siano delle mete che una volta conquistate non hanno più bisogno di attenzione. Spesso è proprio cadendo in questa trappola mentale che finiscono le relazioni. Un amore va nutrito e annaffiato, il fidanzamento o il matrimonio, come la convivenza, non sono punti di arrivo, ma tappe da cui partire.

Piacersi per Piacere™
Viaggio alla Riscoperta del Potere Femminile
Ebook 194 Pagine, di Stefania Carnevali

 

 

Piacersi per Piacere

 

Ebook 194 Pagine + Bonus!
DOWNLOAD IMMEDIATO

La quota è di 49 + iva, ma oggi …

…in OFFERTA a soli € 29 (+ iva)

Ordina ORA Piacersi per Piacere

Il grasso sulla pancia è pericoloso

E’ stato mote volte dimostrato che l’accumulo di grasso proprio sul punto vita influenzi lo stato di salute ed aumenti notevolmente il rischio di avere malattie cardiovascolari.

Sembra infatti che, quando la circonferenza della vita supera gli 80 centimetri si rischia un attacco cardiaco due volte maggiore rispetto ai soggetti magri, se il punto vita supera i 100 centimetri il rischio è perfino triplicato.

E’ quanto emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica JAMA, condotto all’università di Harvard su oltre 40.000 infermiere. Dall’osservazione dello stato di salute è stato riscontrato che le donne con un punto vita che supera gli 80 cm rischiano un attacco cardiaco due volte maggiore delle donne con una vita più sottile.

La presenza del grasso in eccesso è infatti correlata con altre disfunzioni presenti, come l’eccessiva quantità di trigliceridi e colesterolo nel sangue, il diabete e l’ipertensione.

Agnese Ferrara

Kataweb salute e benessere 

Pagina successiva »