Dieta ed efficienza mentale

Sia che stiate andando a scuola o al lavoro sia che, semplicemente, vogliate la vostra mente nella forma migliore, fare colazione è un dovere.

Le evidenze raccolte fino ad oggi mostrano che la colazione può influenzare i processi mentali coinvolti nella creazione e nel recupero dei ricordi e nella capacità di gestire informazioni complesse e impegnative. Una ricerca effettuata sui bambini, ha messo in evidenza come saltare il primo pasto della giornata porti i bambini ad effettuare più errori nei test a cui sono sottoposti rispetto ai bambini che invece fanno colazione. Anche in giovani adulti che non fanno colazione è stata osservata una prestazione più scarsa in test scolastici rispetto a coloro che consumano del cibo prima di venire sottoposti al medesimo esperimento.

Sembra che la colazione eserciti questi effetti grazie all’innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue che provoca a sua volta nel cervello l’aumento della concentrazione di un neurotrasmettitore definito acetilcolina. Secondo i ricercatori che lavorano in questo campo, come il Professor David Benton dell’Università del Galles (Wales University), l’acetilcolina è coinvolta nei processi della memoria poiché è stato dimostrato che le sostanze che ne bloccano la produzione distruggono la memoria, riducendo in particolare la capacità di memorizzare informazioni nuove.

Poiché la vitamina B1 è necessaria per la produzione di acetilcolina, garantire un corretto apporto di questa sostanza può avere un ruolo importante nell’ottimizzare le prestazioni mentali nel corso della mattinata. Gli alimenti a base di cereali che contengono la vitamina B1 comprendono pane integrale e cereali arricchiti per la prima colazione.

La nostra capacità di ragionare in modo corretto non è collegata solamente agli effetti a breve termine dell’alimentazione; infatti le prestazioni mentali possono essere influenzate anche dalla qualità nutritiva della dieta e dai suoi effetti complessivi a lungo termine. Ad esempio l’assunzione inadeguata a lungo termine di ferro può avere effetti sulla capacità di concentrazione e addirittura ridurre il quoziente intellettivo (QI).

E’ noto che la carenza di ferro causa un danneggiamento della memoria negli adulti e nei bambini e che nei bambini piccoli e nei neonati può causare problemi all’attenzione e alla capacità di apprendimento (per ulteriori dettagli consultare il numero 16 di Food Today).

Se le donne sono particolarmente sensibili ad una insufficiente assunzione di ferro con la dieta, quantità troppo basse di un altro micronutriente, lo iodio, possono invece avere effetti su entrambi i sessi. Lo scarso apporto di iodio sembra avere effetti negativi sulla capacità di prendere decisioni ed iniziative. Tale problema interessa soprattutto alcune aree dell’Europa e i paesi in via di sviluppo, ma può essere risolto con una corretta alimentazione; infatti il consumo di sale addizionato iodato, di pesce, di molluschi, di carne, latte e uova può aiutare a garantire il mantenimento di una corretta assunzione di questo micronutriente.

Se la mancanza di alcuni elementi nella dieta può portare alla riduzione delle prestazioni mentali, l’aggiunta di altri elementi può aiutare a dare al nostro cervello uno stimolo in più. La caffeina ad esempio esercita un effetto stimolante moderato, agendo sul sistema nervoso centrale e migliorando il livello di attenzione. Alcuni test hanno mostrato che la caffeina è in grado di accelerare la capacità di elaborare velocemente le informazioni nel cervello del 10 % e che un caffè dopo pranzo aiuta a contrastare la normale sonnolenza del “dopo pranzo” e a mantenere la capacità di concentrazione.

Non è importante solo ciò che si beve, ma in generale bere una quantità sufficiente di acqua.
Infatti anche una lieve riduzione dello stato di idratazione può avere effetto sulle prestazioni mentali; è bene ricordarsi che nel momento in cui si avverte la sete si è già disidratati, quindi continuare ad assumere liquidi nel corso della giornata contribuisce a mantenere il cervello nelle condizioni ottimali.

Per gentile concessione di EUFIC: http://www.eufic.org

perdipesosystem.it

Educa il gusto per perdere peso

Maria racconta “mangiavo in modo distratto, senza badare al gusto, trascuravo l’alimentazione e alla fine anche se non mangiavo tantissimo ero sempre insoddisfatta e ingrassavo…”

Il gusto si può considerare l’insieme delle sensazioni che si provano mangiando tra cui molto importante è il sapore.
Il sapore, si riferisce alle sensazioni che siamo in grado di percepire tramite i recettori gustativi presenti sulla lingua come: dolce e salato.

Esso, si acquisisce ed una volta educato permette di dimagrire con facilità.
La prima cosa da evitare è mangiare in modo distratto ed eccessivo soprattutto lo zucchero semplice che mettiamo nel caffè, oppure, bevande, yogurt e altri preparati con lo zucchero.

Se una persona prende il caffè abitualmente con 2 o più cucchiaini di zucchero, altera il gusto finendo per avere bisogno di grandi quantità di carboidrati complessi per essere sazio e soddisfatto.

Diventa, cioè, difficile dire basta davanti ad un piatto di pasta, alla pizza e al pane, per cui ingrassa.
Invece, è necessario mettere in atto delle strategie che disabituano all’eccesso di zuccheri ai quali ci siamo assuefatti.

Eliminare i dolci e lo zucchero totalmente non è comunque necessario, ma cominciate a limitarlo, per cui iniziate a leggere le etichette di ciò che mangiate e bevete e vedrete che tantissimi alimenti, anche quelli più insospettabili contengono zucchero.

fonte perdipesosystem.it

19 cibi brucia grasso

Aglio. Contiene elevate concentrazioni di minerali (selenio e germanio), enzimi, aminoacidi e vitamine A, B1, B2, B6, B12, C, D e H. Oltre a contenere solo 41 calorie per etto, è efficace per riattivare il metabolismo aumentando la capacità di bruciare i grassi, e tenendo sotto controllo i livelli di colesterolo e i picchi glicemici.

Banana. Contiene elevate quantità di zuccheri ma pochissimi grassi, ed è ricca di sali minerali preziosi come calcio, ferro, magnesio, fosforo e potassio, oltre che di vitamine A e C, tannini e serotonina, l’ormone del buonumore. Per questo, e per le sue sole 66 calorie per etto, rappresenta uno spuntino ideale, dall’elevato potere saziante.

Cipolla. Ricca di vitamine A, C, E e del gruppo B, ma anche di potassio, calcio e sodio, la cipolla è fondamentale nella dieta per il suo elevato contenuto di fitoestrogeni e sostanze cinarinosimili, in grado di favorire la diuresi e quindi l’eliminazione dei ristagni di liquidi, responsabili tra l’altro della cellulite. In più, aiuta a mantenere costanti i livelli di zucchero nel sangue.

Erba medica. Poco utilizzata nell’alimentazione moderna, in realtà è un potente alleato della linea, perché contiene delle sostanze, le saponine, in grado di ridurre l’assorbimento dei grassi. Contiene solo 24 calorie per etto.

Fragola. Povera di zuccheri e ricca di Sali minerali e vitamina C, apporta solo 27 calorie per etto ed è diuretica e anticellulite, soprattutto se mangiata come spuntino lontana dai pasti.

Germogli. Costituiti da semi di cereali e legumi macerati in acqua e germogliati, sono perfetti sia in insalata che in padella per stimolare il metabolismo e favorire la diuresi. Apportano solo 14 calorie per etto, e contengono principi nutritivi dal valore doppio rispetto a quelli delle verdure mature.

Kiwi. Ricco di potassio, fosforo, calcio, ferro, rame e zinco, è una fonte primaria di vitamina C, e contiene una buona dose di fibre utili per combattere stitichezza e gonfiori addominali.

Insalata. Ricca di fibre e povera di calorie (14 per etto), svolge un’azione lassativa e aiuta a togliere la fame, grazie al suo volume elevato e al buon apporto di sali minerali.

Limone. Agrume con il tasso di zuccheri più basso in assoluto (2,3%), il limone è ricco di vitamine e flavonoidi, apporta solo 11 calorie per etto e rafforza la microcircolazione, spesso difficoltosa in caso di cellulite.

Mela. Oltre al contenuto di vitamine C ed E e di potassio, bromo, silicio e magnesio, la mela è ricca di tannini e pectine in grado di abbassare il colesterolo e favorire la diuresi. Se rossa e mangiata con la buccia, svolge un’efficace azione bruciagrassi.

Noce. Ricca di acidi grassi insaturi, proteine, zuccheri e vitamine, aiuta a bruciare il grasso corporeo grazie al suo contenuto di calcio e magnesio. L’importante è consumarla con moderazione (5 al giorno) per non eccedere con le calorie.

Orzo. Perfetta alternativa al tradizionale frumento, apporta 319 calorie per etto ed è ricco di proteine, aminoacidi, ferro, calcio, fosforo, potassio e magnesio, ma anche di vitamine del gruppo B. Inoltre è diuretico e calma la fame nervosa.

Pollo. Carne bianca dal limitato contenuto di grassi, sodio e colesterolo, grazie all’acido linoleico favorisce la riduzione della massa grassa e promuove un aumento di quella magra. Apporta 97 calorie (petto), oppure 120 (coscia).

Rucola. Contiene elevatissime quantità di vitamine A e C, nonché una sostanza solfo-azotata in grado di stimolare il metabolismo e facilitare l’utilizzo del grasso corporeo. Fornisce 16 calorie ogni 100 grammi.

Soia. Ricca di proteine e acido folico, è uno degli alimenti con la più alta concentrazione di isoflavoni, fitoestrogeni indicati soprattutto nelle donne in menopausa per ridurre l’aumento di peso dovuto a variazioni ormonali.

Tè. Contiene tannini astringenti, teina e caffeina bruciagrassi, Sali minerali e vitamine del gruppo B. Stimola efficacemente il metabolismo, contiene zero calorie e contrasta i sintomi dell’invecchiamento.

Uovo. Alimenti iperproteico per eccellenza, ricco di Sali minerali ed enzimi, contribuisce notevolmente alla formazione della massa magra, che aumentando brucia le scorte di adipe.

Vino. Possiede sostanze antiossidanti preziose per proteggere il cuore e contrastare l’invecchiamento, e, se consumato moderatamente, aiuta ad accelerare il metabolismo

Zucca. Ricca di vitamine B, C, E, di betacarotene e di Sali minerali, apporta solo 18 calorie per etto ed è blandamente diuretica e lassativa. Inoltre, ha proprietà sedative che calmano la fame nervosa.

Silvia Nava – Redazione Miadieta.it

Guerra al grasso: le 7 strategie

Ti sei mai resa conto di essere una fornace? Non è una battuta, ma una provocazione che si basa sulla realtà. Proprio come una fornace, il tuo organismo trascorre ogni attimo della sua vita bruciando qualcosa per trasformarlo in qualcos’altro. Lo scopo è lo stesso della caldaia che scalda la tua casa: ottenere energia da un combustibile. Solo che nel tuo caso il combustibile non è il metano o il gasolio, ma il cibo. In particolare i grassi. E come per ogni macchina complessa, imparando ad usarla al meglio è possibile ottenere una resa più alta e, quindi, bruciare più grassi. Basta seguire le strategie giuste. Ecco quali sono:


1. Mai più senza tè verde

Il tè verde non è noto solo per i suoi benefici contro i tumori, ma anche per la sua capacità di accelerare il
metabolismo, permettendo all’organismo di bruciare più grassi. In particolare, secondo una ricerca pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition, berne tre tazze ogni giorno consente un incremento metabolico pari al 4 per cento.


2. Fai scorta di ferro

Se l’organismo non possiede una quantità sufficiente di questo minerale, non può fornire alle cellule il necessario apporto di ossigeno, e questo provoca un immediato rallentamento del metabolismo e un accumulo eccessivo di grassi. Per evitarlo, assicurati ogni giorno almeno quattro porzioni di cibi ricchi di ferro, come la carne, le verdure verdi, i cereali e la frutta secca.

3. Pompa i muscoli

Se vuoi bruciare più
massa grassa, devi avere più massa magra. I muscoli, infatti, bruciano le calorie in misura nove volte superiore al grasso. In più, mantengono il metabolismo a livelli massimi per ben due ore dopo l’allenamento.

4. Bevi due volte

Un recente studio tedesco ha dimostrato che bevendo una quantità di acqua pari a due bicchieri in un breve lasso di tempo, il
metabolismo dei grassi viene accelerato del 30 per cento. Incrementando il consumo di acqua di un litro al giorno (fino a un massimo di 3), è dunque possibile bruciare in un anno ben 17.400 calorie in più!

5. Attenta alla tiroide

Uno scarso funzionamento di questa ghiandola, chiamato ipotiroidismo, può essere alla base di un eccessivo rallentamento del metabolismo dei grassi. Per sapere se è tutto a posto, è sufficiente un semplice esame del sangue: in caso di ipotiroidismo, il medico saprà suggerirti la corretta terapia.

6. Mangia più banane

Sono ricche di potassio, che regola il bilancio idrico del corpo e ottimizza l’utilizzo dei grassi a scopo energetico. Se il tuo organismo è disidratato, infatti, brucerà meno. Per garantirti un corretto apporto di magnesio, pari a 2000 milligrammi al giorno, segnati queste cifre: una banana ne contiene 450 mg, una tazza di latte 370, un’arancia 250.

7. Elimina l’alcol

Uno studio inglese ha dimostrato che l’alcol agisce come un freno sul consumo dei grassi introdotti con l’alimentazione. In più, il consumo di alcol e generalmente collegato a quello di piatti ipercalorici e iperlipidici: meglio starne alla larga, soprattutto a fine pasto.

 

Silvia Nava – Miadieta

Resistenza al dimagrimento

Ci sono individui che ingrassano anche non mangiando eccessivamente!

In vista delle vacanze estive siamo tutti presi dal recupero del peso forma, ed anche se in molti affrontano diete ipocaloriche, c’è chi dimagrisce facilmente e chi non dimagrisce… perché?

Tanti studi lo hanno dimostrato togliendo le stesse calorie in soggetti diversi, il dimagrimento varia da pochi chili a molti chili.

Parliamo di quelle persone, che se mangiano un biscotto in più al giorno nel giro di 1 anno prendono diversi kg in più, poiché sono portatori del “gene risparmiatore” o “thrifty genotype”.

Le molte ricerche hanno per certi versi chiarito le cause di tale evento, ma hanno reso anche tutto più complesso, intrecciando infiniti fattori: ambientali , genetici, ormonali e comportamentali…
Tuttavia, il fattore che prenderemo in esame è quello contro cui non si può fare molto: quello genetico.

Non dimenticherò mai il racconto di un reduce della seconda guerra mondiale, periodo in cui serviva molto avere quella caratteristica, per cui pur mangiando poco non si dimagriva troppo, un suo superiore si meravigliava e gli diceva sempre scherzando “Caporale lei in che ristorante va a cena la sera?”.

Figuriamoci nei campi di prigionia, cosa poteva significare, sicuramente faceva la differenza fra chi moriva di stenti e chi sopravviveva ad essi.

Si è iniziata a formulare, questa teoria dei geni risparmiatori a partire dagli anni ‘70, essa, affermava semplicemente l’esistenza di geni con una funzione particolare, cioè, far accumulare più adipe, energia di riserva, negli individui che ne erano portatori.

Chiaramente, tale energia veniva utilizzata durante le carestie.
Le dure condizioni ambientali, in cui l’uomo ha vissuto ha sicuramente premiato gli individui che possedevano il “genotipo risparmiatore”, una caratteristica che permetteva ad alcuni individui di mettere via, rispetto ad altri una quantità d’energia di riserva maggiore.
Peraltro, tale caratteristica genetica permettendo di aumentare la vita media veniva trasmessa con più facilità da una generazione all’altra.

Comunque, vorrei chiarire che non esiste un metodo semplice per stabilire se un individuo mangia troppo, oppure, ingrassa per cause genetiche e in ogni caso anche chi ha una componente genetica deve fare di tutto per mangiare meno e muoversi di più.

Oggi con tutto il cibo che abbiamo a disposizione non è una caratteristica apprezzata, ma in diversi periodi storici fece la differenza tra la vita e la morte avere il “gene del risparmio”.

Il nostro patrimonio genetico è determinante per quanto riguarda l’aumento di massa grassa ed il pannicolo adiposo è un vero e proprio organo, che reagisce a stimoli esterni, ossia ambientali, ed interni, ossia genetici.

Perdite di peso eccessive e veloci vanno comunque sempre evitate, perché in tutti noi la componente genetica attiva meccanismi di difesa, quali l’adattamento metabolico.
Infatti, l’adattamento metabolico, ossia, la riduzione del dispendio energetico che avviene in riposta ad un regime restrittivo, sembra essere infatti una condizione di ostacolo al dimagrimento.

 

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Carboidrati | La Benzina Dell’organismo

Il nome scientifico di quelli che impropriamente chiamiamo “carboidrati” è glucidi. Si tratta di sostanze formate essenzialmente da carbonio ed acqua e contenuti principalmente negli alimenti di origine vegetale. Il valore energetico è abbastanza alto: i carboidrati infatti forniscono in media 4 Kcal per grammo (è il caso dell’amido, contenuto nei cereali) costituendo uno degli elementi più importanti della dieta umana. Vari sono i tipi di carboidrati, classificati in base alla loro struttura chimica. Abbiamo perciò i carboidrati semplici e complessi.

I VARI TIPI DI CARBOIDRATI

I glucidi semplici sono le sostanze che comunemente chiamiamo zuccheri e comprendono monosaccaridi e polisaccaridi. Dal punto di vista nutrizionale, i più importanti sono glucosio, galattosio e fruttosio. Esaminiamoli nel dettaglio.

I monosaccaridi
Glucosio - costituisce la forma in cui deve essere trasformato qualsiasi altro zucchero per poter essere utilizzato dall’organismo umano. Solo il 5% della totalità di carboidrati è rappresentato dal glucosio che circola nel sangue.
Galattosio - è contenuto nel latte ma non vi si trova in forma libera, bensì legato al glucosio.
Fruttosio - è molto abbondante nel miele e nella frutta. Viene metabolizzato dal fegato, che lo trasforma in glucosio.

I polisaccaridi
I polisaccaridi sono formati dall’unione di più monosaccaridi (da 10 unità fino alle migliaia) mediante legami glicosidici. Hanno origine animale (glicogeno) o origine vegetale (amidi e fibre). Analizziamone i più importanti.
Fibre - la più importante è la cellulosa. Il nostro organismo non può trasformarle direttamente in energia ma le fibre sono fondamentali per il nostro benessere poiché regolano l’assorbimento dei nutrienti e difendono l’organismo da diverse patologie. Le fibre sono divisibili in fibre idrosolubili (quando possono essere disciolte in acqua) e non idrosolubili. Le prime riducono la quantità di colesterolo nel sangue, mentre le seconde richiamano liquidi, favorendo l’eliminazione di sostanze dannose.
Glicogeno - è immagazzinato nel fegato e nei muscoli in quanto riserva d’energia. È però presente in quantità molto ridotta negli alimenti, poiché viene quasi totalmente degradato nelle fasi di macellazione degli animali.
Amido - contenuto nei vegetali (principalmente semi e cereali) e nei loro derivati (come la pasta) ma si trova anche in patate dolci, piselli e fagioli. È possibile trovarlo in natura in due forme distinte: amilosio e amilopectina, la quale rende estremamente digeribili gli alimenti.

FUNZIONE DEI CARBOIDRATI

La funzione precipua dei carboidrati è quella energetica. Essi rappresentano infatti la principale fonte energetica, in particolar modo quando sottoponiamo il nostro organismo ad un intenso sforzo fisico. Tuttavia, assolutamente da non trascurare è la loro funzione plastica nella formazione di strutture nervose e acidi nucleici. Una volta trasformati in glucosio, i carboidrati possono prendere tre strade:

  1. Possono essere utilizzati direttamente dalle cellule al fine di produrre energia.
  2. Possono essere trasformati in glicogeno e immagazzinati come riserva energetica in muscoli e nelle riserve epatiche.
  3. Possono essere trasformati in grasso e depositati come tale, se le scorte di glicogeno sono sature.

Qualsiasi componente del nostro organismo necessita di una certa quantità di glucosio. È facile pertanto dedurne l’importanza che i carboidrati svolgono per il benessere del corpo. Persino alcune cellule del sangue utilizzano glucosio come fonte energetica primaria.

ECCESSO DI CARBOIDRATI

Abbiamo visto quanto sia importante assumere regolarmente una certa quantità giornaliera di carboidrati. Ma cosa accade quando tali sostanze sono in eccesso? La dieta dei paesi industrializzati risulta sempre più ricca di grassi (basti pensare alla grande diffusione dei fast food in quasi tutti i Paesi del mondo). Una dieta troppo ricca di grassi può provocare patologie come diabete, carie dentale o persino obesità in forme più o meno gravi.

CARENZA DI CARBOIDRATI

Ma anche una scarsa assunzione di carboidrati è causa di patologie gravi. Recenti studi hanno dimostrato che alla base di varie forme tumorali c’è anche una scarsa assunzione di carboidrati. Lo stesso vale per alcuni casi di ipercolesterolemia, di malattie renali e epatiche. Nei casi più gravi, l’assenza di carboidrati porta il sangue ad acidificarsi (come avviene nel diabetico non curato), cui consegue il coma. Ecco perché è estremamente importante seguire una dieta equilibrata, che preveda un’assunzione bilanciata di carboidrati.

IL PROCESSO DI DIGESTIONE DEI CARBOIDRATI

Il processo di assimilazione dei carboidrati inizia nella bocca, dove diversi enzimi presenti nella saluta inizia a scindere i carboidrati complessi. La digestione prosegue nello stomaco e nel pancreas, ove i succhi pancreatici riducono i polisaccaridi in monosaccaridi.

Fonte: Article Marketing Italia
cecco

Dimagrire cambiando le proprie idee

Dimagrire è semplice… ognuno di noi lo ha fatto tante volte; è dimagrire in modo definitivo che risulta difficoltoso, poiché spesso, il dimagrimento definitivo, non è supportato da idee corrette.

In realtà dietro il nostro comportamento, anche quello a tavola, ci sono delle idee.
Per modificare il comportamento si devono modificare le idee, i pensieri e se possibile anche le emozioni.

La prima idea da modificare è quella di considerare il proprio corpo qualcosa al di fuori del nostro controllo.

Molte persone ingrassano oppure dimagriscono eccessivamente, perché sono convinte di non dominare il corpo e le sue funzioni, come se esso fosse controllato da qualcosa di esterno e indipendente da loro.

Le tipiche frasi ” ingrasso solo guardandolo il cibo”, “ingrasso bevendo solo un bicchiere d’acqua”, “ingrasso anche solo con l’aria” dimostrano che non sappiamo più interpretare le esigenze del nostro organismo, il quale diviene per noi qualcosa di sconosciuto ed incontrollabile.

Bene! Nessuno di noi ingrassa seguendo uno stile di vita corretto… soltanto pochissime malattie comportano un aumento di peso non legato a come mangiamo, per il resto mettiamoci l’anima in pace e riappropriamoci di noi stessi.

A volte, la sensazione di non riuscire a gestire il peso si verifica in periodi particolari della vita in cui inesorabilmente il nostro fisico cambia e noi dobbiamo tener conto di tali mutamenti, invece di fare pensieri errati.

Il consumo di calorie più elevato si ha, ovviamente, nell’infanzia, per poi diminuire con l’andar del tempo, sia perchè diminuisce fisiologicamente la percentuale di muscolatura, sia perché si modifica lo stile di vita; i bambini corrono e giocano tutto il giorno, gli adulti invece stanno spesso seduti.

Ognuno di noi in base all’età, alla statura, al peso, al tipo di lavoro e in sostanza al suo stile di vita, ha un individuale ed unico consumo calorico da tenere in considerazione.

Anzitutto evitiamo di paragonare i 2/3 kg persi facilmente in giovane età, a quelli che si perdono con più difficoltà adesso, è un’ idea errata credere che per tutta la vita dimagriremo nello stesso modo. Inoltre, non abbattiamoci alla prova bilancia settimanale, le modificazioni del peso in sette giorni sono spesso poco rilevanti, per non considerare la variazione di peso legata ai liquidi…

Tutti ma proprio tutti otteniamo il successo modificando questi pensieri non corretti e persistendo nell’obiettivo di tornare in forma.

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Donne magre che si vedono grasse, perché?

Sei come ti vedi?

Donne belle che si vedono brutte, donne brutte che si vedono belle, ma soprattutto donne magre che si vedono grasse perché?

L’immagine che abbiamo di noi, quella corporea è strettamente legata a molti fattori che con l’estetica hanno ben poco a che fare… sembra strano ma l’immagine che vediamo di noi allo specchio non viene delineata soltanto dal nostro corpo riflesso, ma soprattutto dalla mente.

E’ chiaro che l’immagine corporea non è strettamente legata al peso, ma scaturisce dall’incrocio di molti elementi come le emozioni, i sentimenti, le influenze sociali e culturali.
Allo stesso tempo, il nostro comportamento, le nostre scelte, la nostra vita, sono a loro volta influenzate dalla propria immagine corporea.

Secondo un autorevole medico HILDE BRUCH, l’anoressia e la magrezza estrema sono la dimostrazione che : “l’odio e il disprezzo di sé non siano effettivamente legati all’eccedenza ponderale, ma ad una qualche profonda insoddisfazione interiore….”

Inoltre, è consigliabile evitare gli stereotipi sociali legati alla magrezza e al successo.
Si è sviluppato un ramo della psicologia che studia proprio l’immagine corporea:
La Psicologia Dell’Apparenza“.
Essa, dopo molti studi ed esperimenti, ha messo in luce che tutti, ossia, ognuno di noi rapportandosi a modelli culturali, stereotipi sociali, cede, soccombe, perde la razionalità, arrendendosi ad essi considerandoli obiettivi da raggiungere.

La mente umana è portata a credere, di non riuscire a reggere un confronto con tali assurdi modelli: cresce così l’insoddisfazione corporea e il senso d’inadeguatezza rispetto ad essi.

Una tale situazione emotiva può generare un disturbo di tipo “percettivo” della propria immagine corporea, indipendente dalla forma corporea stessa.

Ovvero, in alcuni casi l’individuo, pur essendo normale, non in sovrappeso, sviluppa una sensazione soggettiva di deformità ed è convinto di essere giudicato dagli altri a causa di questa imperfezione, che lo rende diverso e inferiore.

In casi estremi, il conflitto tra mente e corpo, può dar origine ad un vero e proprio disturbo dell’alimentazione, con conseguente controllo del peso mediante pratiche poco ortodosse, quali il digiuno o le condotte compensative.

Tuttavia senza andare all’estremo,ormai per tutti noi il nostro corpo si è trasformato nel peggior nemico, da combattere con ginnastica digiuni divieti e ogni sorta di privazione
Dunque, la normalità è essere insoddisfatti del proprio corpo, del proprio peso…

Detto ciò, prima di porci obiettivi di dimagrimento insensati, dannosi, che paradossalmente portano all’aumento di peso, poiché non adatti a noi… sviluppiamo un immagine corporea positiva nella mente.

Quando pensiamo a noi stessi valutiamo tutto anche nostre abilità, i nostri successi e quando pensiamo al nostro corpo ricordiamoci e cosa ci permette di fare, ossia, cose straordinari come vedere, ascoltare o avere un figlio…

perdipesosystem.it 

Alimento del giorno: ASPARAGI

Sono forse i vegetali più preziosi della tavola primaverile. Merito del basso valore energetico (24 calorie per 100 g) e dell’alto contenuto di fibre (2 g per 100 g) che aumentano il senso di sazietà e regolano le funzioni intestinali. Gli asparagi sono anche validi alleati contro la ritenzione idrica poiché apportano  un buon quantitativo di potassio (236 mg) e di saponine, sostanze naturali che determinano un’azione irritante a livello dell’epitelio renale con aumento della secrezione urinaria. Da qui il loro spiccato effetto diuretico e depurativo, utile anche per drenare le zone affette da cellulite.

Una curiosità: Plinio li riteneva afrodisiaci…maddai!

fonte style.it 

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