Le mille qualità dell’aceto di mele | Belli Subito

L’aceto di mele, prodotto dal sidro o dal mosto di mela, è ricco di proprietà benefiche ed è ottimo per il nostro organismo. Il suo tenore di acido acetico, 5 grammi di acido acetico per litro di prodotto, è perfetto, ha sapore e aroma delicati ed ha caratteristiche nutrizionali ed organolettiche di grande qualità, ereditate dalle mele.

L’aceto di mele, meglio se biologico, è ricco di sali minerali come potassio, calcio, fosforo, zolfo, fluoro, silicio, ferro, rame e magnesio. Possiede anche una dose interessante di pectina, utile per una corretta funzionalità intestinale. E’ sempre consigliato il consumo di aceto di mele non pastorizzato perché gli acetobatteri, cioè quelli responsabili dell’acidificazione, hanno un’alta affinità con la flora batterica dell’intestino umano e quindi svolgono un’azione risanatrice e disintossicante e combattono l’attività dei batteri putrefattivi (quelli che causano le disfunzioni intestinali e le coliti).

L’aceto di mele svolge un’azione tonificante, mineralizzante, riequilibrante degli eccessi di acidità. Ha un’azione battericida, per questo è consigliato berne un cucchiaio in mezzo bicchiere d’acqua prima di mangiare degli alimenti di cui non sia certa la freschezza. E’ in grado, inoltre, di rallentate il processo di indurimento vascolare ed è un magnifico apportatore di potassio che funge, per il nostro organismo, da pompa per introdurre gli elementi nutritivi nelle cellule del corpo.

Ma gli usi dell’aceto di mele per il nostro benessere sono molti e diversi:

USI DELL’ACETO DI MELE PER IL BENESSERE E LA SALUTE

Disturbi renali

Nei casi di forti infiammazioni, assumere 3 bicchieri d’acqua al giorno con aggiunto un cucchiaino di aceto di mele e dopo 5 o 6 giorni si potrà già notare un miglioramento;

Anemia

Prendere un cucchiaino da caffé di aceto di mele con l’aggiunta di miele, in un bicchiere di acqua tiepida, una volta al dì per due mesi. Ripetere il ciclo ogni due mesi;

Sonno agitato

Quando si fa fatica ad addormentarsi si possono unire 3 cucchiai di aceto con una tazzina di miele. Prenderne due cucchiaini prima di andare a letto e se non si prende sonno, dopo mezz’ora prenderne altri 2;

Puntura di insetto

Frizionare la zona con un batuffolo di cotone imbevuto di aceto o immergere direttamente la parte nella bevanda stessa

Influenza

l’aceto di mele è utile per impedire ricadute con influenza, mal di gola, catarro e tosse. Prendere un cucchiaino di aceto e uno di miele diluiti in acqua tiepida 3 volte al giorno per un mese;

Mal di gola

Se si ha mal di gola si devono fare dei gargarismi con un cucchiaino di aceto di mele aggiunto a mezzo bicchiere d’acqua. Alla fine del gargarismo, deglutite il tutto. Questo serve a disinfiammare le parti profonde della gola.

Alito cattivo

Bere a digiuno un cucchiaino di aceto in mezzo bicchiere d’acqua e successivamente sciacquarsi la bocca.

Mal di denti

Scaldare un po’ d’aceto con l’aggiunta di un pizzico di pepe rosso e tenerla in bocca per qualche minuto. Nel frattempo applicare un impacco caldo imbevuto di aceto sulla guancia

Mal di testa ed emicrania

Far bollire in un piccolo recipiente acqua ed aceto in parti uguali. Quando i vapori cominciano a salire di devono ispirare parecchie volte, per almeno 5 minuti.

Capogiri

I capogiri spesso sono causati da una reazione alcalina delle urine. Per far aumentare il grado di acidità si deve assumere un bicchiere di acqua con un cucchiaino di aceto di mele prima di ogni pasto per 5 o 6 settimane.

Calli e duroni

Applica prima di coricarti un impacco con mezza fetta di pane raffermo imbevuta di aceto di mele

Problemi digestivi

Prima di un pranzo impegnativo, berne un cucchiaio in un mezzo bicchiere di acqua non gassata aiuta a digerire. E favorisce la salute di tutto l’organismo.

Dimagrire

Prendendo prima di ogni pasto un cucchiaio di aceto sotto la lingua per 1 minuto, o diluito in un bicchiere d’acqua, si ottiene un calo di peso costante perché l’aceto di mele aiuta a velocizzare il metabolismo e a bruciare grassi.

Gengive sanguinanti

Fare dei risciacqui con un cucchiaino di aceto in un bicchiere di acqua.

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Due mele al giorno per smaltire il grasso velocemente

Con due mele al giorno smaltisci i grassi in fretta. Diuretico e saziante, questo frutto che ormai matura tutto l’anno è ideale come dessert e come spezza fame ipocalorico.
E combatte anche il colesterolo. Tutto merito due mele e addio alla cicciadell’elevato contenuto di fibre, acqua, enzimi e potassio contenuti nella sua polpa e nella sua buccia. Ma la mela depura anche il sangue, sgonfia la pancia e acceleralo smaltimento di tutte le scorie…

Ma la mela è davvero così salutare e dimagrante? Autorevoli ricerche mediche lo confermano di continuo, sottolineando come il consumo regolare di frutta, e quindi anche di mele, possa aiutare a prevenire l’invecchiamento, le malattie vascolari e alcuni tipi di tumore. Come mai?

• Riduce il colesterolo. La mela contiene fibra alimentare che ha molte azioni benefiche sull’organismo: quella solubile, come ad esempio la pectina, contribuisce al controllo del livello di glucosio del colesterolo nel sangue.

• Sgonfia e ripulisce l’intestino. La mela ha un effetto prebiotico, ovvero fornisce sostanze nutritive per la flora batterica benefica che alloggia nel nostro intestino, facilitando anche il transito intestinale.La mela è poi un prezioso antiossidante che protegge l’organismo dai danni causati dai radicali liberi.

E, come già accennato, è davvero poco calorica: 100 grammi equivalgono a circa 45-55 calorie, vale a dire più o meno 70 calorie per ogni frutto, fornite essenzialmente dagli zuccheri glucosio, fruttosio, saccarosio che in genere oscillano tra gli 8 e i 12 grammi per etto di mela. Questo frutto è anche ricco di minerali, tra i quali potassio, fosforo, calcio, magnesio, sodio e ferro, nonché di vitamine per la precisione la C, PP, B1, B2, B6, A, E.

Non è facile parlare di questo frutto senza che la mente vada al detto “una mela al giorno toglie il medico di torno”. Però, mai come in questo caso la saggezza popolare va ascoltata e rispettata. Perché fra tutta la frutta che abbiamo a disposizione, la mela è una delle più generose e salutari. Innanzitutto, è gustosa ed è un’ottima fonte di acqua, fibra e micronutrienti, vale a dire vitamine e sali minerali.Come i saggi proverbi dicono: “Una mela al giorno toglie il medico di torno” e oggi possiamo aggiungere“Due Mele al giorno tolgono la Ciccia di Torno”

viaX- Due mele al giorno per smaltire il grasso velocemente.

Quali alimenti migliorano le funzioni del corpo

Alcuni popoli dell’Africa centrale si curano utilizzando i frutti del baobab, definendoli un pronto soccorso in miniatura, essi contengono molti micro e macronutrienti, ma soprattutto prebiotici, ossia, fibre che nutrono batteri benefici presenti nel nostro organismo.

Più di un secolo fa dei contadini bulgari particolarmente sani e longevi, attirarono l’attenzione del Dr. Metchnikoff, un importante ricercatore russo, che alla fine del suo studio attribuì tanto benessere all’alimentazione da essi seguita per decenni.
Grazie a Metchnikoff il rapporto tra obesità e flora intestinale, probiotici e malattie infiammatorie intestinali è stato negli ultimi anni al centro di diverse ricerche scientifiche e discussioni importanti.

Studiando, dunque, lo stato di salute ed il benessere, legato all’alimentazione, si è visto che non tutti i cibi sono uguali.
Infatti, ci sono alimenti che oltre a nutrire migliorano, incrementandole, alcune funzioni del nostro organismo.
Tali alimenti sono cibi comunissimi presenti nelle nostre case con azione mirata sulle funzioni del corpo e la salute. Potenziano le difese immunitarie, la funzionalità intestinale e favoriscono i processi metabolici. Contengono bioflavonodi, phytochemicals e batteri benefici o microorganismi vivi detti probioti, le sostanze che li nutrono dette prebiotici e l’unione di probiotici e prebiotici detti simbiotici.
I vari tipi di latte fermentato e lo yogurt sono gli alimenti che migliorano la salute dell’intestino e il sistema immunitario, mentre alimenti come asparagi, carote, carciofi, patate, barbabietole, radici della cicoria, aglio e banane contengono fibre alimentari solubili che nutrono i batteri probiotici benefici per il nostro corpo.
Infine, i phytochemicals sono in grado di agire in modo da influenzare molte funzioni fisiologiche, anche se non nutrono, prevenendo non poche malattie legate al metabolismo. Parliamo di isotiocinati e indoli contenuti in cavoli, broccoli, verza, cavolfiori, di disolfuro e allile contenuti in cipolla e aglio, di flavonoidi di cui è ricca la soja e infine, di polifenoli di cui è ricca tutta la frutta e la verdura in generale.

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Cos’è la sindome premestruale e cosa si può fare per stare meglio

La sindrome premestruale è un insieme di sintomi che colpisce molte donne nella settimana precedente le mestruazioni e che può essere molto debilitante. Nella guida video la psicologa Laura Veneroni ( https://sites.google.com/site/laurave… ) presenta chiare informazioni sull’argomento. Per approfondimenti: http://www.scribd.com/doc/17275808/Co…
Realizzazione tecnica di Alessandro Trapuzzano e Carlo Alfredo Clerici. Dal sito http://www.carloclerici.com

Girovita | dimagrire con il dott. Fabrizio Duranti

Sport e Salute

Chi pratica sport perde peso più facilmente rispetto ai sedentari!

Dimagrire è importante certamente per motivi estetici, ma soprattutto per risolvere o addirittura evitare di incorrere in una serie di problematiche maggiori che il soprappeso determina.
Infatti il grasso in eccesso favorisce l’instaurarsi dell’arteriosclerosi, disturbi cardiaci, circolatori ed epatici.

Esistono due diverse tipologie della distribuzione del grasso: a mela, cioè localizzato specialmente sull’addome, risultato molto più pericoloso di quello a pera, cioè distribuito sui fianchi e sulle cosce.
Ma, per fortuna, l’adipe dell’addome viene eliminato facilmente con l’attività sportiva.

Si ottiene il dimagrimento quando diminuisce il contenuto di grasso negli adipociti, le cellule di deposito.

L’eliminazione dei grassi avviene attraverso il processo della lipolisi, che viene stimolato all’interno degli adipociti durante l’attività fisica.
Lo sport che per eccellenza è deputato a tale compito è la corsa.

La quota di sedentari, cioè di coloro che non svolgono né uno sport né un’attività fisica è risultata pari al 45%, per un totale di oltre 23 milioni di italiani.

La diminuzione dell’attività fisica, ha un suo ruolo preciso nella comparsa o peggioramento di alcuni stati patologici.

Gli studi e l’evidenza sperimentale dimostrano che almeno in sei situazioni ben precise (malattie cardio-vascolari, ipertensione, obesità, osteoporosi, diabete, depressione), il movimento e una buona forma fisica riducono la possibilità che queste manifestazioni si verifichino.

Malattie cardio vascolari:
E’ dimostrato che praticare con costanza un’attività sportiva, migliori la funzione cardiovascolare e riduca il fattore di rischio per la cardiopatia.

Ipertensione:
E’ provato che le persone sedentarie hanno un rischio aumentato del 35-52 % di sviluppare una forma di ipertensione rispetto a coloro che svolgono costantemente attività fisica.

Obesità:
Le persone che dedicano poco tempo allo sport hanno un rischio maggiore di incorrere in un aumento di peso. L’attività motoria costante consente non solo di mantenere in un intervallo salutare il proprio peso ma anche aumenta la possibilità di successo nei tentativi iniziali o a lungo termine di perdita di peso.

L’osteoporosi.
L’attività fisica può ritardare la perdita di massa ossea nelle donne in menopausa. E nei soggetti più attivi e più in forma è stato riscontrata una massa ossea più consistente.

Il diabete.
I dati segnalano una proporzionalità inversa tra i livelli di attività fisica e il rischio di sviluppare diabete mellito non-insulino indipendente. In particolare negli uomini sovrappeso e nei soggetti maggiormente a rischio.

Contro la depressione.
Certa anche la correlazione tra attività fisica e umore. Adottare uno stile di vita che contempli movimento e attività fisica sembra avere un riscontro positivo contro la depressione e l’ansia, anche a scopo preventivo.

E… gli effetti di una costante attività fisica sono molteplici, tanto fisici quanto psichici.
Bruciare calorie, non significa solo “bruciare energia fisica”, ma anche far circolare “energia mentale” per affrontare meglio il lavoro e la vita quotidiana.

La salute mentale:
per esempio, si dorme meglio e di più e la sensazione di benessere e di relax aiuta a curare alcune forme lievi di depressione e a canalizzare l’aggressività, favorendo l’autocontrollo e il riconoscimento dei propri limiti.

Si liberiano endorfine:
ormoni che ci aiutano a controllate lo stress e l’ansia, migliorando la sensazione generale di benessere.

Nel sociale:
praticare uno sport di gruppo o con amici crea un vincolo affettivo e predispone al lavoro in team in azienda o a scuola.

Conoscere se stessi:
il miglioramento della propria forma fisica ci procura maggiore autostima e una visione migliore di noi stessi e del mondo.

E… l’alimentazione?

Quando si pratica un attività sportiva è di fondamentale importanza adottare una corretta alimentazione.

L’alimentazione è alla base del successo nel caso in cui l’obiettivo sia rappresentato dal dimagrimento o dalla costruzione di massa muscolare.
Ma ciò che più di ogni altra finalità dovrebbe cogliere la giusta attenzione da parte degli “addetti ai lavori”, è che l’alimentazione rappresenta la colonna portante su cui si basa la salute, la longevità e la qualità della vita.

La scelta del giusto combustibile, che funge allo stesso tempo da motore energetico, ma anche da riparatore di tessuti, è il risultato della distribuzione equilibrata e mirata di grassi, zuccheri e proteine.
In effetti la scelta del combustibile (o con terminologia biologica, del substrato) è effettuata autonomamente dalle cellule muscolari in base al tipo di attività sportiva e alla disponibilità del substrato stesso (grassi, zuccheri e proteine).

Per concludere, una dieta ottimale deve poter fornire tutti i componenti necessari a coprire il fabbisogno energetico.

In tutto ciò è logico che se oltre al valore morale, desideriamo ottimizzare le componenti funzionali ed estetiche che lo sport ci dona, dobbiamo essere consapevoli che prima di intraprendere un’ attività sportiva bisogna rivolgersi a persone competenti e qualificate che possano aiutarci ad individuare il regime alimentare ideale e che soprattutto non metta a repentaglio la nostra salute fisica e mentale.

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Terapie termali: thermalcare.it

Dolore, limitazione funzionale, rigidità articolare, soprattutto al risveglio, sono tratti comuni di un’articolazione artrosica.

Contro i dolori Osteoarticolari:

Presentiamo una nuova terapia Naturale senza alcun effetto collaterale, convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale

Il fango maturo, non semplice argilla

La metodologia ThermalCare:

Il processo di maturazione avviene in speciali vasche: per un periodo di 2-3 mesi l’acqua termale scorre attraverso l’argilla ad una temperatura di circa 87 gradi centigradi, costantemente esposta alla luce solare.

In questa fase l’Argilla modifica le sue caratteristiche chimiche e fisiche, con il conseguente sviluppo di microalghe e l’aumento sia della sua plasticità che dell’indice di ritenzione del calore.

Lo stress termico favorisce lo sviluppo di micro organismi – Le Diatomee, le quali producono principi terapeutici ad azione Antinfiammatoria ed Analgesica.

Il Fango Maturo viene uniformemente distribuito sulla superficie cutanea delle regioni interessate alla temperatura di circa 40°C

A livello locale si assiste ad una intensa vasodilatazione cutanea e ad un progressivo rilassamento muscolare.

A livello generale lo stress termico agisce mediante la liberazione di ormoni – il cortisolo e le endorfine – con azione antinfiammatoria ed analgesica.
I benefici a breve termine, presenti cioè già a fine ciclo terapeutico, sono di tipo antalgico, miorilassante ed antinfiammatorio, con conseguente stimolazione e miglioramento delle strutture articolari e periarticolari.
Gli effetti a lungo termine invece, ovvero nel corso dei mesi seguenti la cura, sono relativi alla prevenzione delle riacutizzazioni ed al rallentamento della progressione della forma degenerativa trattata, in genere l’artrosi.

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E tu di che peso sei?

Il peso parla di noi, del nostro patrimonio genetico, della vita che conduciamo, del rapporto che abbiamo con il cibo e della nostra cultura alimentare.

Abbiamo acquisito l’abitudine a confrontarci con indici, tabelle e calcoli matematici, che spesso appiattiscono tutti noi su dati standard che non hanno rispetto per la nostra individualità.
Attualmente si considera in sovrappeso un individuo con un BMI che ha un valore che va da 25 a 29 e obeso un individuo con BMI superiore a 30.
Prima del giugno del 1998 il Centro Nazionale di Statistiche Sanitarie degli Stati Uniti fissava la linea del sovrappeso a 27 per le donne e 28 per gli uomini.
Sono istituti di ricerca, strutture sanitarie, mezzi di comunicazione e riviste di moda a dettare dall’esterno il giusto peso di anno in anno, di scoperta in scoperta e di novità in novità.

Inoltre, andrebbe chiarito che il calcolo del BMI si ottiene in un solo modo divedendo il proprio peso con la propria altezza espressa in metri al quadrato.
Passiamo anni a scontrarci e a confrontarci con standard che non rispettano noi e la nostra natura, salendo sulla bilancia andiamo a rilevare un indice tanto grossolano quanto irrispettoso della nostra naturale fisiologia.

Ognuno di noi ha la propria struttura scheletrica, che subisce variazioni nel tempo in base a molteplici fattori.
Generalmente tale struttura è rilevata mettendo in relazione il diametro del polso con l’altezza e può indicare una struttura scheletrica esile, normale o robusta, tale dato prima di considerare quanto l’individuo deve pesare va assolutamente tenuto in grande considerazione.
Inoltre, se un individuo ha per anni avuto un certo sovrappeso, dovrà considerare che la sua struttura scheletrica si è irrobustita per supportare tale sovrappeso.

Un individuo con molta massa muscolare potrebbe risultare, utilizzando tabelle standard, in sovrappeso per non avendo un filo di grasso e viceversa uno all’apparenza magro avere una percentuale di grasso corporeo eccessiva.
Infine, ruolo molto molto importante ha la genetica e di sicuro essa viene tenuta in considerazione da tanta matematica.

Crediamo che in base alle propria esperienza e all’adozione di uno stile di vita ragionevole ognuno di noi può capire qual è il proprio peso di riferimento, anche se non proprio ricalca indici standard ma solo la propria esperienza e le proprie sensazioni di benessere.

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Come combattere la cellulite

La cellulite è un diffusissimo problema che colpisce un gran numero di donne, le giovani come le mature, le grasse come le magre.
Spesso presenta un carattere familiare e compare generalmente dopo la pubertà, con accentuazione e recrudescenza durante la gravidanza e la menopausa. Interessa principalmente cosce, glutei, ginocchia, caviglie; più raramente, addome e arti superiori.

Come e perché si manifesta la cellulite?
Innanzitutto, bisogna precisare che il termine cellulite, nonostante il suffisso “ite”, che designa solitamente le infiammazioni, non è un’infiammazione. Essa può essere definita un’alterazione non infiammatoria del tessuto cellulare sottocutaneo.
La causa di questa alterazione va ricercata a livello cellulare, nel processo di scambio tra gli adipociti e il resto dell’organismo che avviene grazie alla rete capillare che circonda le cellule dell’ipoderma. Grazie a questa sottilissima parete di capillari e cellule è possibile lo scambio di scorie e C02 con nutrienti e ossigeno; bastano però lievi squilibri per rallentare questo scambio e compromettere l’intero processo.

Il primo stadio della cellulite ha la sua origine proprio in questi micro-squilibri: le cellule e i capillari, infatti, per compensare la ridotta disponibilità di ossigeno possono reagire aumentando in modo abnorme la permeabilità della propria membrana, che diventa così più sottile e più fragile. A causa di piccolissimi traumi questa si può rompere, provocando la fuoriuscita di grasso che va a infiltrarsi in aree sempre più estese del lobulo adiposo, dando origine al fenomeno della cellulite.

A questo punto, per risanare la situazione, bisognerebbe intervenire in modo da favorire il riassorbimento del grasso: questo sarebbe possibile eliminando le cause che hanno provocato il rallentamento del flusso sanguigno. Se ciò non avviene, l’organismo reagisce isolando le zone in cui è stata alterata la struttura delle cellule dei lobuli, dando origine al secondo stadio della cellulite. In questa fase avviene la produzione di nuove fibre di collagene che hanno il compito di incapsulare le zone colpite.

Il terzo stadio è caratterizzato dalla formazione di noduli che diventano sempre più grandi e dolenti al tatto e, nei casi più gravi, si può raggiungere addirittura il quarto stadio, con un peggioramento di questi sintomi, aggravati da segni di insufficienza circolatoria (che risultano accentuati in caso di sovrappeso).

Come combattere questo problema?
Innanzitutto, è bene rivolgersi ad un medico, che farà un’accurata anamnesi e prescriverà opportuni esami del sangue (glicemia, uricemia, colesterolemia…): questo servirà ad individuare precisamente dove è avvenuta l’alterazione dell’equilibrio cellulare. Solo così il nutrizionista potrà consigliare un regime alimentare mirato.

Possono comunque essere consigliate alcune regole generali da seguire: in linea di massima, una dieta anticellulite deve essere leggermente ipocalorica. Essa deve inoltre risultare varia e ben equilibrata nei suoi nutrienti: spesso, infatti, sono i piccoli errori quotidiani che aggravano lo stato della cellulite.

Alcuni accorgimenti che possono essere seguiti sono:

  • suddividere l’alimentazione giornaliera in 4-5 pasti
  • consumare più verdure, che saziano e sono poco caloriche
  • optare per cotture semplici (vapore, griglia)
  • evitare di salare molto
  • consumare frutta ricca di vitamina C e sostanze antiossidanti
  • bere molta acqua non gasata, che aiuta ad eliminare attraverso le urine i liquidi trattenuti dai tessuti
  • evitare cibi molto salati, salumi, formaggi grassi e fermentati, fritti, scatolame, bevande dolcificate, succhi di frutta con sciroppo, alcolici, cioccolato, caffè, the forte
  • non fumare
  • svolgere attività fisica (camminare, nuotare, fare ginnastica).

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